Turisti cafonal a Venezia tra tuffi e urina, Zaia esplode: "Daspo come ai tifosi"

24 agosto 2016 ore 23:59, Andrea De Angelis
Sporcizia, rifiuti, addirittura pantaloni abbassati per urinare. E ancora mozziconi di sigaretta ovunque, per non parlare di tutto ciò che viene lanciato nelle acque che rendono unica al mondo la città.

Il rapporto tra i veneziani e i turisti è sempre stato particolare. Inutile nasconderlo: vivono (alcuni) di turismo, ma ne farebbero (quasi tutti) volentieri a meno. A volte si punta il dito contri gli uni, ma anche gli altri. Insomma, dipende dai punti di vista. Perché gli stereotipi sul veneziano non mancano di certo, così come il vittimismo del turista, pronto subito a difendersi dinanzi a ogni minima forma di fastidio da parte della popolazione locale. 
Una cosa è certa: quando le regole non vengono rispettate, partono le sanzioni. O almeno dovrebbero partire, a Venezia come in qualunque altra parte dello Stivale. Specie se si rischia di arrivare all'esasperazione. 

Turisti cafonal a Venezia tra tuffi e urina, Zaia esplode: 'Daspo come ai tifosi'
Il quadro, questa volta, spinge il governatore veneto Luca Zaia a proporre misure estreme. "La soluzione per fronteggiare la maleducazione di alcuni turisti a Venezia è prevedere, sulla falsariga di quanto avviene nello sport, un Daspo per tutti coloro che si comportano male". "Venezia - prosegue Zaia - è un museo, un patrimonio dell'umanità, e bisogna andare giù con mano pesante, punendo per bene chi si rende protagonista di certi atti. Mi aspetterei la stessa indignazione mostrata, ad esempio, contro le grandi navi". E ancora: "La polizia municipale può contestare, a chi fa ad esempio la pipì su un muro, vari reati: dagli atti osceni in luogo pubblico, alle molestie e così via, per una lista di capi d'imputazione lunga un chilometro. Ho letto che il sindaco Brugnaro ha chiesto la possibilità di far passare una notte in carcere e anch'io sono convinto di questo: che differenza c'è, tra fare la pipì su un muro o all'interno di un museo? In entrambi i casi si merita la gogna pubblica". Infine la proposta della prenotazione garantita, così da evitare "la pressione demografica di giornate da 150.000 transiti di persone e il caos che ne deriva".

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