Riforma Poletti, vaucher e Sia per le fasce deboli, come funzionerà

24 agosto 2016 ore 15:29, Luca Lippi
"Da settembre partirà il voucher tra i 2 mila e i 5 euro per chi è disoccupato da più di 4 mesi", questo è quanto annunciato dal Ministro Poletti in un’intervista rilasciata al Corsera, vogliamo chiarire meglio il funzionamento di questo Voucher che insieme al Sia saranno le novità in favore dei più deboli nella  riforma delle Pensioni 2016.
Voucher: in sostanza si tratterebbe di un assegno di ricollocamento, i disoccupati over 50 che sono in crescita chiusi nella orsa di potere andare in pensione e di trovare una collocazione professionale a causa dell’età avanzata ora possono sperare in un aiuto concreto da parte del Welfare già nell’introduzione della riforma pensioni 2016.
La priorità deve essere la ricollocazione, e il voucher è una misura prevista dall’articolo 23 del decreto legislativo 150/2015 e prenderà il via entro la fine del 2016.
Entro settembre sarà pronto il sito dove i disoccupati potranno iscriversi e avere accesso al voucher del valore che oscilla tra i 2 mila e i 5 mila euro da spendere presso strutture pubbliche e agenzie private di collocamento.
L’assegno avrà una durata di sei mesi, nel caso in cui la somma non venga spesa si hanno a disposizione altri sei mesi di proroga per farlo.
Chi ha diritto all’assegno di ricollocamento? Potrà ottenere il voucher per il ricollocamento solo il disoccupato che ha fruito della Naspi e risulta senza lavoro da oltre 4 mesi. Il beneficiario potrà rivolgersi anche a soggetti privati accreditati.
Riforma Poletti, vaucher e Sia per le fasce deboli, come funzionerà
Le aziende beneficeranno del voucher quando il lavoratore troverà un impiego effettivo e non solo prestandogli un servizio di assistenza.
Sia: riguardo il sostegno per l'inclusione attiva a favore dei poveri, sempre il ministro Poletti dice: “dal 2 settembre i cittadini coi requisiti potranno presentare al comune la domanda. Partiamo con 750 milioni di euro e prevediamo di raggiungere circa un milione persone di cui 500mila minori, priorità indicata dalla legge”. 
Il Sia “anticipa il reddito di inclusione previsto dalla legge delega che attueremo nella prima metà del 2017 e per la quale puntiamo a reperire altri 500 milioni, da aggiungere al miliardo previsto, così da raggiungere una platea di 2 milioni di poveri”, ha concluso il ministro.
Il Sia è una misura di contrasto alla povertà che prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata. 
Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l'impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l'adesione a progetti di formazione, la frequenza e l'impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L'obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l'autonomia. 

autore / Luca Lippi
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