A Enrico al-Letta Palazzo Chigi. Ecco chi è il premier incaricato

24 aprile 2013 ore 16:52, Domenico Naso
A Enrico al-Letta Palazzo Chigi. Ecco chi è il premier incaricato
L’eterno ragazzo del centrosinistra è diventato grande. L’arrivo di Enrico Letta a Palazzo Chigi, come primo ministro di un governo di larghe intese dagli equilibri precari, è al tempo stesso un riconoscimento e un rischio. Letta, classe 1966, ha fatto in 46 anni molte più cose rispetto ai suoi coetanei. Merito delle parentele eccellenti, insinuano i maligni, ma la sua formazione e la sua carriera politica parlano per lui più di qualsiasi altro argomento.
Pisano, laureato in diritto internazionale presso l’Università della città toscana, ha conseguito un dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee presso la prestigiosa Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Dopo l’incarico di presidente dei giovani del Partito popolare europeo dal 1991 al 1995, nel 1998 diventa il ministro più giovane della storia della Repubblica, andando a occupare la poltrona delle Politiche comunitarie nel primo governo D'Alema. L’anno dopo passa all’Industria, fino al 2001. Dopo la prima esperienza governativa, la carriera politica del giovane Letta (nello schieramento opposto rispetto allo zio Gianni, eminenza grigia del berlusconismo) sembra in discesa. Ma ci sono cinque anni di governo di centrodestra da attraversare, prima di tornare al governo. Nel 2006, con il ritorno di Prodi a Palazzo Chigi, prende il posto dello zio Gianni come segretario del Consiglio dei ministri, ma anche stavolta il centrosinistra non riesce a resistere alle faide interne e implode dopo due anni. Continua la staffetta tra i Letta, con Gianni che torna al suo posto nel 2008, dopo la vittoria elettorale del centrodestra berlusconiano. Nel frattempo, è tra i 45 membro del Comitato nazionale per il Partito Democratico, uno dei padri fondatori del partito dalla storia ancora breve ma tormentata. Si candida alla segreteria del neonato Pd, ottenendo un buon risultato: è terzo con 391.775 voti (11,02%), alle spalle di Walter Veltroni e Rosy Bindi. Due anni dopo, chiusa la breve parentesi Franceschini, appoggia Pier Luigi Bersani come successore del dimissionario Veltroni e diventa vicesegretario del partito, carica che lascia solo nei giorni scorsi, dopo il disastro democratico nell’elezione del presidente della Repubblica. Oggi, con il placet di Pdl e Scelta Civica, oltre a quello del suo partito, dovrà guidare una fase politica molto delicata, a capo di un governo politico di Grosse Koalition che non potrà esimersi dal presentare al Parlamento e al Paese riforme radicali e scomode, ma sempre più impellenti. Di sicuro non gli mancherà l’appoggio internazionale, visto che è di casa all’Aspen Institute e frequenta le riunioni del gruppo Bilderberg. Ed è sempre stato, fin dal primo giorno, il più montiano del Pd. È la prova di maturità definitiva per l’eterno giovane che adesso ha la chance decisiva per dimostrare quanto vale.
autore / Domenico Naso
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