Islamisti siriani. Immagini choc di un cucciolo (di uomo) armeno

24 aprile 2014 ore 10:43, Marta Moriconi
  Prima l'immagine. Drammatica. Poi le parole. Indignate. Indignate per l’indifferenza di un Occidente impegnato e sempre più pronto a salvare altri cuccioli da quelli umani. Indifferenza che per Chesterton è il nome elegante dell’ignoranza, e che altri definiscono la paralisi dell’anima. E un Occidente ignorante e traviato è proprio quello che stiamo ereditando da tanti professionisti dei valori e delle parole, che ricoprono ruoli e posti preposti alla tutela di chi non ha voce. Basta vedere questa foto (che possa essere contraffatta non toglie nulla all'odio che  in quei luoghi prolifera contro gli avversari) per capire a che punto la crudeltà umana possa arrivare nel silenzio di alcune istituzioni. Non che prima non raggiungesse certe violenze, ma in tempi di diritti umani sbandierati qua e là stupisce non sentire levarsi la protesta, contro crimini che riguardano sempre più minori indifesi. Quegli occhi… Quelli di questo bambino armeno che guarda in alto descritto benissimo su Tempi.it, la sua cuffietta non in tinta con il cappottino (come sarebbe qui da noi), ci guardano. Sì, guardano proprio noi, mimetizzati, nascosti in quei fucili dal grilletto facile con i deboli, contro cui non interveniamo. Questa foto che si sta diffondendo su internet è stata pubblicata dagli islamisti siriani sui social network con questa frase: «Il nostro ostaggio più giovane tra le sette ostili di Kessab». Beh, non è solo il loro ostaggio più giovane… è anche la loro crudeltà più grande.
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