Dopo le lacrime per Lo Porto l'Italia freme per Dall'Oglio e Scaravilli

24 aprile 2015, intelligo
Dopo la notizia dell'uccisione di Giovanni Lo Porto durante un'operazione Usa in Pakistan, resta ufficialmente solo un cooperante italiano nelle mani dei terroristi nelle zone "calde" del Medio Oriente. Si tratta di padre Paolo Dall'Oglio, le cui tracce si sono perse il 29 luglio 2013. 

Dopo le lacrime per Lo Porto l'Italia freme per Dall'Oglio e Scaravilli
Paolo Dall'Oglio era fortemente impegnato nel dialogo interreligioso con il mondo islamico. Ma proprio questo suo attivismo gli ha causato l'ostracismo del governo siriano, che minacciò la sua espulsione durante il soffocamento della proteste popolari deflagrate nel 2011. 

Il decreto d'espulsione non fu inizialmente attuato ma il gesuita avrebbe dovuto tenere un "profilo basso", astenendosi dall'esprimersi pubblicamente sulla situazione politica del paese.

L'espulsione fu poi eseguita il 12 giugno 2012. 

Nel 2013 Dall’Oglio rientrò nel nord controllato dai ribelli siriani e mentre si trovava nel capoluogo siriano di Raqqa per cercare di riappacificare i rapporti tra i gruppi curdi e i jihadisti arabi vi fu il rapimento da parte di un gruppo di estremisti islamici vicino ad al-Qaeda.

Dopo le lacrime per Lo Porto l'Italia freme per Dall'Oglio e Scaravilli
Ignazio Scaravilli
, un medico catanese settantenne, è scomparso il 6 gennaio in Libia. A segnalarlo i suoi colleghi, ma non ci sono state testimonianze dirette di un rapimento o incidente. 

L'anziano professionista, che ha uno studio a Paternò, nel Catanese, e una residenza a Padova, sul proprio sito si presenta come chirurgo ortopedico specializzato in interventi su mano e piede. 

Era partito prima di Natale con altri colleghi siciliani per operare all'ospedale di Dar Al Wafa di Tripoli, città dove è consulente per due cliniche.
autore / intelligo
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