Migranti, anche l’Onu critica il piano Ue e propone il suo contro-piano

24 aprile 2015, intelligo
Migranti, anche l’Onu critica il piano Ue e propone il suo contro-piano
di Raffaele Mancino

Il Piano in dieci punti per fronteggiare l’emergenza immigrazione presentato dall’Europa è stato accolto con freddezza dall’Onu. 

“La risposta europea deve superare l’approccio minimalista contenuto nel Piano in 10 punti annunciato dall’Ue e focalizzato essenzialmente nell’impedire l’arrivo dei migranti e dei rifugiati sulle proprie coste”. È quanto si legge in una dichiarazione congiunta firmata dall’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati, António Guterres, dall’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Immigrazione Internazionale e lo Sviluppo, Peter Sutherland e dal Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, Lacy Swing.

Secondo i quattro esponenti delle Nazioni Unite, a fronte dell’immane tragedia verificatasi la scorsa settimana nel Canale di Sicilia, i leader europei devono “cooperare con i Paesi di transito e di origine dei flussi migratori per affrontare in modo esaustivo i diversi fattori che spingono i migranti a intraprendere questi disperati viaggi per mare”. In altre parole, il solo ricorso a misure coercitive, come la paventata ipotesi di distruggere i barconi degli scafisti, “non risolverà il problema dell’immigrazione irregolare, ma anzi rischia di aumentare le sofferenze e gli abusi perpetrati contro i migranti e i rifugiati”. 

Dopo la bocciatura da parte di Migrantes, che ha ritenuto il Piano Ue addirittura “vergognoso sotto certi aspetti”, anche dalle Nazioni Unite si levano voci critiche a riguardo. 

Ma cosa bisognerebbe fare secondo l’ONU? In sintesi, i quattro rappresentanti avanzano cinque proposte in aggiunta ai 10 punti considerati dall’Ue:

1) Dispiegamento immediato di un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, con una capacità simile a quella di Mare Nostrum;

2) Creazione di appositi canali per favorire l’immigrazione regolare;

3) Distribuzione equa delle quote di rifugiati su tutto il territorio dell’Ue;

4) Supporto nei confronti dei maggiori Paesi di destinazione (Italia, Malta e Grecia) per le operazioni di soccorso;

5) Contrasto a ogni tipo di retorica razzista e xenofoba.

In sostanza, un approccio che pone i diritti umani, i bisogni essenziali e la protezione dei migranti al centro delle azioni da intraprendere, in netto contrasto con le annunciate iniziative europee incentrate maggiormente su misure di carattere preventivo e precauzionale.

Anche dall’ONU arriva dunque la richiesta di condividere le responsabilità derivanti dalla gestione dell’emergenza immigrazione tra tutti gli Stati europei, con una chiara indicazione nel consentire la circolazione dei migranti e dei rifugiati su tutto il territorio dell’Unione. La Gran Bretagna, però, ha già fatto sapere di non essere disponibile ad accogliere immigrati in casa propria, concedendo soltanto l’utilizzo di mezzi militari. 

Ancora una volta, le prese di posizione dei diversi Stati rischiano di portare a un accordo al ribasso che non sarà in grado di tradurre in fatti concreti la miriade di dichiarazioni politiche di cui si è fatto uso (e per certi versi, abuso) negli ultimi giorni.
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