25 aprile, Ferrero (Prc) e la nuova Resistenza: "La dittatura di oggi e quella sinistra che deve ritrovarsi"

24 aprile 2015, intelligo
"Ciò che non distrusse Berlusconi lo sta abbattendo Renzi”. Così il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, a IntelligoNews l'anno scorso in occasione della ricorrenza del 25 aprile, lanciava un richiamo all’unità delle forze di sinistra allarmato dello  “svuotamento” della Costituzione. E oggi, con l'Italicum che va verso la definitiva approvazione, l'emergenza immigrati epocale e l'Europa che abbandona i barconi, è interessante rileggere le paure del segretario di Rifondazione per vedere se è cambiato qualcosa da allora e soprattutto se in meglio... 

25 aprile, Ferrero (Prc) e la nuova Resistenza: 'La dittatura di oggi e quella sinistra che deve ritrovarsi'
 


Perché secondo lei è ancora attuale la festa del 25 aprile? 

 “È il giorno che sancisce la fine della dittatura e l’inizio della democrazia, richiama i valori della libertà e dei diritti successivamente garantiti dalla costituzione nel 1948. Insomma le fondamenta della Repubblica Italiana”

Parla di valori condivisi da tutti, quindi avete abbandonato l’ antifascismo di facciata da Prima Repubblica?

“Sicuramente la battaglia al fascismo va attualizzata e rivolta contro le minacce alla democrazia dei giorni d’oggi. Io faccio un parallelismo tra 25 aprile del 1994 e quello del 2014. Venti anni fa era appena salito al governo l’esecutivo Bossi-Berlusconi, i "fascisti" erano tornati al potere dopo cinquantanni dalla liberazione e il leader di Forza Italia minacciava di distruggere la costituzione con le sue riforme. A quattro lustri di distanza la situazione si ripresenta con Renzi e le sue politiche. Per questo mi auguro che la sinistra ritrovi la sua ragion d’essere in questo 25 aprile".

Beh, le riforme costituzionali che ha tentato di portare a termine Berlusconi sono bazzecole rispetto a quelle di Renzi… 

Siamo infatti assistendo al compimento del ‘piano di rinascita democratica’ ideato da Licio Gelli negli anni '70 e portato avanti da Berlusconi per la distruzione delle garanzie costituzionali che danno un potere di controllo al popolo”.

 E del Jobs Act cosa pensa? 

“Prosegue il percorso di precarizzazione del lavoro. I lavoratori avranno ancora meno tutele”. 

Insomma andiamo incontro ad un stato sempre più autoritario… 

“Più che di autoritarismo parlerei di svuotamento delle prerogative costituzionali e di consegna dei poteri nelle mani delle multinazionali. Politiche e dinamiche economiche ormai esulano dalla volontà dei popoli, i quali sono stati annichiliti e consegnati nelle mani delle agenzie internazionali da politici che sono diventati meri esecutori. Oggi non c’è il rischio di un duce, di un uomo forte al comando; anzi si preferisce sostenere governi deboli per poterli manovrare meglio”
autore / intelligo
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