25 aprile, Mancuso: “La nuova Resistenza? E' per i diritti sociali e civili. E a Salvini rispondo così”

24 aprile 2015, Andrea Barcariol
25 aprile, Mancuso: “La nuova Resistenza? E' per i diritti sociali e civili. E a Salvini rispondo così”
Intervistato da IntelligoNews sul significato del 25 aprile, Aurelio Mancuso, attivista lgbt e presidente di Equality Italia, non ha dubbi sulle dittature da combattere e sulla “nuova resistenza”.

Domani si festeggia la liberazione dal nazismo. Oggi quali sono le dittature da combattere?

«Sul fronte interno la mia grande preoccupazione è che riemergano sentimenti razzisti e xenofobi, l’attacco indistinto ai rom in quanto tali è uno dei pericoli. Purtroppo si inizia con i rom, poi si fanno le scritte contro gli ebrei e si attaccano gli omosessuali. Questi sentimenti che sono molti simili a quelli dei primi del novecento, sono collegati alla grossa crisi economica che stiamo attraversando. Comprendo anche la reazione e il fascino che lo slogan leghista “Prima gli italiani” abbia sull’opinione pubblica. Un altro dei pericoli è che i burocratici europei non capiscano questo sentimento, l’Ue non è né carne né pesce, non è una vera unione politica, non fa difesa del territorio, non c’è una strategia sull’immigrazione, si basa sui grandi interessi finanziari. Questa debolezza porta al dominio dei poteri forti e a reazioni di tipo razzista e xenofobo. Avverto molti segnali che portarono alla dittatura fascista e nazista».

Si può dire che la vostra resistenza è contro l’omofobia?


«No, per me gli italiani devono ribellarsi al fatto che nel 2015 siamo uno dei pochi Paesi dove i diritti sono privilegi per pochi. Dentro i diritti c’è tutto: l’omofobia, le unioni civili, le tecniche di fecondazione assistita. Chi ha i soldi in qualche modo si salva, mentre chi non ne ha continua a essere discriminato. L’omofobia in Italia è alimentata dall’assenza di diritti. Politica e Chiesa pensano che solo a loro siano dovuti i privilegi mentre agli altri non vengono riconosciuti diritti sociali e civili».

Salvini oggi ha polemizzato sul 25 aprile sottolineando che la resistenza non fu solo opera di comunisti ma anche di democratici e liberali. Qual è la sua opinione a riguardo?

«E’ una polemica inesistente, come tutte quelle che fa Salvini. Basta leggere un libro di storia delle elementari per sapere che la resistenza non l’hanno fatta solo i comunisti. A Salvini una cosa la voglio dire, se lui può dire queste frasi, anche offensive, lo deve al fatto che c’è stato il 25 aprile e ci sono stati i partigiani. Ci rifletta invece di fare quello che domani starà in privato con la famiglia».


Il 25 aprile è spesso fonte di polemiche, per i politici di destra che partecipano ai cortei, per il revisionismo, per gli scontri tra ebrei e palestinesi.

«C’è sempre stata una volontà di sottolineare alcune parti, ma la verità storica non si discute. Ci dovrebbe essere una volontà di pacificazione pur sempre nella differenza, perché chi stava nella Repubblica Sociale non può essere come chi combatteva contro il nazifascismo. Ciò che mi fa più impressione è l’attacco agli ebrei che a Milano e a Roma non sono messi nelle condizioni di sfilare normalmente. C’è una grandissima responsabilità di una sinistra, antagonista, radicale, tra cui alcuni partiti che siedono in Parlamento di confondere la liberazione con il conflitto israelo-palestinese. I palestinesi all’epoca stavano con in nazisti, quindi le uniche bandiere che hanno diritto di sfilare sono quelle delle brigate ebraiche. Sono di sinistra ma in questo caso faccio l’eretico. Io critico anche l’operato del governo Netanyahu ma la storia non si può sconvolgere».

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