Grexit, a Riga la montagna Eurogruppo partorisce un topolino

24 aprile 2015, Luca Lippi
Grexit, a Riga la montagna Eurogruppo partorisce un topolino
L’Eurogruppo di oggi a Riga non è la prima e neanche l’ultima rappresentazione della “telenovela” greca. Lo diciamo da giorni su queste pagine. Il vicepresidente Dombrovskis sentenzia “sforzi della Grecia insufficienti”.  

L´incontro oggi è l'ennesima “ricerca d’intese provvisorie”, prossimo step la convocazione sempre dell'ennesimo Eurogruppo straordinario per il 30 aprile. Intanto la solita litania di teorie, dichiarazioni, contributi più o meno utili, e in mezzo a tutto questo “vociare” ci sarà la solita toppa in grado di allontanare il problema. 

È diventata una vecchia e noiosa storia per la quale neanche i Mercati sono più disposti a seguirne le “scontate conseguenze” un pò di volatilità perché fa chic e non impegna e via andare. L´indice Ftse Mib ha aperto al rialzo, l’euro naviga vicino a 1,09 contro il dollaro e gli spread tra periferici e Germania sono in leggera riduzione. Tutto procede nel solito moderato disordine, nonostante le scadenze che attendono la Grecia dalla fine del mese. 

Secondo il team Macro di Exane BNP Paribas “le riserve di liquidità del Paese potrebbero esaurirsi al più tardi entro luglio”. La situazione realmente potrebbe aggravarsi solo “qualora la Banca centrale europea, se dovesse ritenere le banche elleniche non più solvibili, riveda le condizioni dell´Emergency liquidity assistance (Ela)”. 

L’assenza di denaro nelle casse di Atene, il blocco della tranche di aiuti da 7 miliardi di euro prevista per giugno ma legata alla presentazione di un piano specifico di riforme da parte del governo Tsipras e la distanza esistente tra le due parti in campo spingono gli analisti di Exane BNP Paribas a stimare la probabilità di un´uscita della Grecia dalla moneta unica al 40%. 

Solo in questo caso, la protezione fornita dal QE della BCE sarebbe messa in serio pericolo vanificando gli eventuali effetti sull’Eurozona. Problemi potrebbero verificarsi anche nel caso in cui la Grecia decida di non onorare il suo debito nei confronti del Fondo monetario internazionale dato che il Paese verrebbe automaticamente escluso dalla comunità finanziaria internazionale”.

E allora? Facile! Il governo greco accetterà un programma ‘macro’ di riforme strutturali da concordare con i creditori internazionali. Poi la palla passa al Governo greco che si troverà a dover dare qualche spiegazione al “popolo sovrano”.

In buona sostanza, la montagna è in travaglio per partorire il topolino, e tutto si risolverà per non cambiare niente.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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