Renzi-Napolitano, Bergoglio-Ratzinger. Ora comandano le diarchie

24 febbraio 2014 ore 10:33, Marta Moriconi
Renzi-Napolitano, Bergoglio-Ratzinger. Ora comandano le diarchie
Prima lo Stato. Con il Renzi-Napolitano(ter). Un governo “speciale”, non eletto per la terza volta, dopo la caduta dell’impero del Cavaliere,
che non farà altro che rimandare il voto di qualche mese, forse anno e che è partito e si è confermato nella famosa notte “prima degli esami” che ha preceduto la stesura della lista dei ministri. Uno scontro aperto tra i due capi, uno del governo e l'altro della Repubblica, che si è concluso con un accordo sui nomi (Padoan è di Napolitano per esempio). Anche per questo, il nuovo governo ha già del “balneare”, e con la scaletta temporale sull’abolizione del Senato prima della riforma elettorale Silvio ha iniziato a minacciare l’amichetto di accordi, Matteo, col ritorno alle urne. Poi la Chiesa al “copia e incolla”. Sabato si è svolta la prima cerimonia pubblica nella basilica di San Pietro a cui hanno partecipato due papi. 18 nuovi cardinali stabiliti da chi? C’è chi vede una continuità, anzi ancora meglio una stretta collaborazione e correlazione, tra Ratzinger e Bergoglio, il primo con il compito sì di pregare ma anche di pensare il meglio per la Chiesa (i difetti e pregi della Curia ormai li conosce e può svolgere il ruolo di ottimo suggeritore), l’altro con quello di servirla non servendosene  (sue stesse parole) ma aprendola al mondo, anche scalando vette sconosciute finora.
Renzi-Napolitano, Bergoglio-Ratzinger. Ora comandano le diarchie
Insomma: no, non vediamo doppio, né siamo diventati strabici. Lo Stato italiano ha il suo Renzi-uno in salsa Napolitan-a, la Chiesa Cattolica ha molto probabilmente il suo soft Ratzinger bis (in molti lo sperano proprio!). E con uguale ansia e speranza laici e cattolici guardano a questi tempi particolari, evidentemente troppo difficili per essere affrontati da un solo uomo al comando, aspettando soluzioni ai propri problemi materiali e spirituali. ‘A mali estremi, estremi rimedi’ dice un proverbio: e allora ben vengano anche le “diarchie” (dal greco dìs doppio, arché comando, con due persone alla guida contemporaneamente e che esercitano – quasi - lo stesso compito con pari dignità e autorità). E tutto questo sarebbe vero, se non fossimo già in una triarchia, perché andrebbe aggiunta l’influenza del potere finanziario sugli uomini e i loro governi. In questo senso andrebbe letta magari, la dichiarazione del sottosegretario Delrio rispetto alla tassazione sui Bot.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]