Renzi-choc su debiti Pd, cuneo fiscale, Italicum, burocrati di Stato e diritti civili …

24 febbraio 2014 ore 16:27, Lucia Bigozzi
Renzi-choc su debiti Pd, cuneo fiscale, Italicum, burocrati di Stato e diritti civili …
Europa, giustizia, economia, ma prima di tutto la scuola. Tra i fischi dei grillini, Renzi prova a sdrammatizzare: “Dicevano che al Senato non vi divertivate, vi vedo sereni e vi garantisco che vi divertirete sempre di più”. Il debutto del sindaco d’Italia al Senato non smentisce l’approccio dell’ex sindaco di Firenze. Ecco le parole-chiave declinate dal renzese…
UNA RIFORMA AL MESE. Tre priorità. “Sblocco totale” dei debiti delle Pubblica amministrazione “attraverso un uso diverso della Cassa depositi e prestiti”; fondi di garanzia per le piccole e medie imprese. Riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale “attraverso misure serie e irreversibili che produrranno risultati concreti entro il primo semestre 2014”. BUROCRATI DI STATO. La rivoluzione renziana ha un codice: infrangere il tabù dell’inamovibilità dei super-dirigenti di Stato. Renzi lancia la sfida: “Ci sono settori dello Stato che vivono le acrobazie della politica con rispetto ma con un retropensiero: i governi passano, i dirigenti restano”. Poi usa una battuta – “sarebbe meglio il contrario” – per provare a far cambiare la musica: “Tempi e obiettivi certi al ruolo dei dirigenti. Fatti saldi i diritti acquisiti, non esiste che un dirigente resta in un posto a tempo indeterminato e fa il bello e cattivo tempo”. GIUSTIZIA. Entro giugno un pacchetto complessivo e organico di misure per riformare la giustizia amministrativa e penale. Renzi archivia “vent’anni di scontro ideologico” e prova ad andare oltre: oltre i Tar “ che possono discettare di tutto” e oltre il paradosso che in Italia “per un appalto lavorano più avvocati che imprenditori”. LAVORO E RIFORME A marzo in Parlamento il Jobs Act e l’Italicum. Nodi strategici dell’agenda di Renzi con un capitolo dedicato allo snellimento della burocrazia. Tra gli obiettivi: attrarre investimenti stranieri. Legge elettorale senza rinvii: Renzi non vuole rallentare, sa che la norma deve tener conto chge se il senato verrà abolito si voterà per una sola Camera. Ma il rispetto degli impegni presi non consente ritardi. E’ un segnale indiretto a Berlusconi irritato per l’ipotesi slittamento. Ed è un segnale all’opinione pubblica, della serie: quello che dico faccio. A marzo riforma del Senato a Palazzo Madama e del Titolo V alla Camera. Dentro ci mette anche l’abolizione delle Province chiedendo a Fi e 5Stelle (partiti più perplessi) di sostenere il ddl Del Rio in modo tale da evitare che a maggio si voti per le Province, ma con la promessa di rimettere il tema di cosa devono essere gli enti di secondo livello dentro il percorso parlamentare sul Titolo V. DIRITTI. Confronto non ideologico: Renzi lo vede non come terreno di contrapposizione ma come “impegno a trovare soluzioni”. Sui diritti “si fa lo sforzo di ascoltarsi, questo è il cambio di metodo, si fa uno sforzo per un compromesso”. Un passaggio sui Marò per dire che l’ennesimo rinvio indiano “è una vicenda allucinante e per garantire “l’impegno personale e del governo”. Chiude con una doppia sfida, a se stesso e al parlamento: “Se perderemo la sfida la colpa sarà mia, è l’ora di finirla col fatto che la colpa non è mai di nessuno. Non ci sono più alibi per nessuno, nemmeno per me”. Applausi, ma meno calorosi e più rarefatti. Un segnale ai naviganti?
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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