Riforma delle pensioni: 30mila pensioni d’oro da 40mila a 200mila euro “inesaminabili”

24 febbraio 2016 ore 10:28, Luca Lippi
Sapete cos’è l’autodichia? È il potere, assegnato alle Camere o alla Corte Costituzionale , di giudicare in merito ai ricorsi presentati sugli atti amministrativi da loro stessi emanati. Questo potere è tutelato dalla carta Costituzionale ed è invocato anche nello statuto della Regione Sicilia. 
Cosa ha a che fare questo “potere” con le pensioni? In linea di principio niente, nei fatti però è l’esercizio “legale” di un’ingiustizia perpetrata ai danni dei cittadini contribuenti e nello specifico dei “comuni pensionati”.

Riforma delle pensioni: 30mila pensioni d’oro da 40mila a 200mila euro “inesaminabili”
Andiamo con ordine e ricostruiamo la vicenda. È di questi giorni l’incedere della riforma delle pensioni, entro la fine di questo mese (ma non riusciranno mai a fare in tempo), dovrebbe essere impostata la riforma delle riforme, e riguarderebbe tutte le pensioni. Ci hanno lavorato i tecnici del Governo, ci ha lavorato a lungo Tito Boeri nella sua funzione di Presidente dell’Inps e anche in quella di economista, tuttavia non si riesce a mettere mano a una categoria di pensioni “cosiddette d’oro”, perché nonostante ci sia una legge che imporrebbe di conoscere “tutte” le pensioni, i cui dati dovrebbero essere trasmessi al Casellario centrale della previdenza ce ne sono un folto gruppo che non possono essere prese in considerazione.
Parliamo di 30mila pensioni di assoluto privilegio, che la politica ha tenuto (fino a oggi) lontano dalle riforme. Sono le pensioni del personale della Camera e del Senato; degli ex deputati e senatori; dei dipendenti della Regione Siciliana; del personale della presidenza della Repubblica; dei dipendenti e degli ex giudici della Corte costituzionale; i vitalizi degli ex consiglieri regionali. Di questi assegni, che oscillano in media tra i 40 mila e i 200 mila euro all' anno, si sa poco o nulla, se non appunto che sono d' oro e costruiti su regole di assoluto favore.
Queste 30mila pensioni, trasversalmente, sono state “sempre” tenute al riparo dalla politica da tutte le riforme che negli ultimi 25 anni hanno procurato tagli alle pensioni dei comuni pensionati. Ancora oggi queste pensioni non si possono toccare perché “irraggiungibili”. 
Perché sono irraggiungibili? Perché la legge che dovrebbe renderle raggiungibili è regolarmente disattesa invocando l’autodiachia da parte degli organi costituzionali.
In conclusione, riequilibrare il sistema pensionistico nazionale non significa riequilibrare i principi di equità. Corre in soccorso del principio di equità il centro studi di Itinerari previdenziali, presieduto dal professor Alberto Brambilla. ll dossier prova, per la prima volta, a censire queste "pensioni intoccabili": "Reperire le informazioni è difficile poiché mancano le informazioni di questi soggetti che non comunicano i dati, come previsto dalla legge 243 del 23 agosto 2004, al Casellario centrale". Stando alle stime fornite, i 16.377 pensionati della Regione Sicilia percepirebbero circa 40 mila euro lordi l'anno (3.338 euro al mese), gli ex giudici costituzionali 200 mila euro lordi (16.666 al mese), gli ex dipendenti del Parlamento e del Quirinale 55 mila euro (4.583 al mese), mentre i vitalizi di Camera, Senato e Regioni sarebbero di circa 91 mila euro (7.583 al mese). 
È già un passo avanti conoscere certi numeri, ora bisogna aspettare che il Governo trovi il coraggio di ricostruire come si sono composti questi importi, se l’età pensionabile è stata rispettata e se l’erogazione è stata corrisposta nei termini previsti dalle leggi vigenti. Siamo certi che presto avremo buone notizie.

autore / Luca Lippi
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