Marche, dona un rene al marito e lo salva. Nel 2015 aumentato il numero dei trapianti

24 febbraio 2016 ore 11:19, Andrea Barcariol
Non solo malasanità. Esempi virtuosi ed eccellenze nel nostro Paese sono diffusi anche se conquistano con più fatica spazi sui mass media. Ultimo caso, il trapianto di rene da un donatore vivente, illustrato oggi in una conferenza stampa agli Ospedali Riuniti di Torrette. La donatrice è la moglie di un paziente affetto da una nefropatia che aveva progressivamente compromesso la funzionalità dei reni: la prospettiva era oramai quella del trattamento dialitico. L'uomo, originario di Teramo e da tempo seguito presso il reparto di Nefrologia, dialisi e trapianto di rene di Ancona, è stato messo al corrente dell'evoluzione della malattia e delle alternative di trattamento, compreso il trapianto da donatore vivente. La moglie ha dato la sua disponibilità a fare tutte le indagini necessarie a valutare l'idoneità clinica e immunologica e la fattibilità del trapianto.

L'iter si è concluso con successo dopo qualche mese con l'intervento utilizzando per il prelievo del rene la tecnica laparoscopica, che permette una degenza più breve e un recupero più rapido del donatore. "Il trapianto di rene da donatore vivente - ha sottolineato il prof. Marco Vivarelli che ha eseguito l'operazione - oltre a consentire migliori risultati a distanza, offre anche il vantaggio poter essere programmato per tempo riducendo moltissimo il tempo passato in dialisi o, addirittura, come nel caso trattato, evitandola completamente, se le indagini necessarie e il percorso burocratico che la legge richiede iniziano per tempo. E' importante che le persone affette da insufficienza renale siano informate della possibilità di fare un trapianto da donatore vivente, dei vantaggi che offre questa modalità a fronte di rischi molto modesti sia per il ricevente che, soprattutto, per il donatore". "Il nostro centro trapianti - ha spiegato il direttore di Torrette Michele Caporossi - ha raggiunto i massimi livelli di eccellenza e di affidabilità. Siamo vicini alla soglia dei 400 trapianti di fegato e dei 400 trapianti di reni e manteniamo il livello quali-quantitativo ben al di sopra dei limiti minimi previsti dall'accreditamento (30 trapianti di reni l'anno)".
Nel 2015 i trapianti di organo nel nostro Paese sono stati 3.317 (67 in più rispetto al 2014 e 228 rispetto al 2013). E' cresciuta complessivamente l’intera attività trapiantologica, con alcune peculiarità: cuore e fegato hanno registrato un buon incremento, arrivando rispettivamente a 246 (19 in più rispetto al 2014) e 1067 interventi (10 in più rispetto al 2014).
I trapianti di rene sono stati 1.877, in aumento grazie agli interventi eseguiti da donatori viventi. Il polmone ha subìto una leggera inflessione (112 nel 2015; 126 nel 2014) mentre il pancreas risulta in crescita (50 nel 2015; 43 nel 2014).



        

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