Alt della Polizia: boccia la moda social delle mamme. "Alimenta la pedopornografia"

24 febbraio 2016 ore 14:36, Andrea Barcariol
E' l'ultima moda social: la Sfida delle mamme. Le nominate devono postare tre foto con i figli a testimonianza della gioia della maternità. Uno dei tanti giochini che girano in rete e diventano virali, ma questa volta il richiamo è arrivato dalla Polizia Postale nel tentativo di tutelare i più piccoli e contrastare questa moda. Per gli investigatori, infatti, il gioco potrebbe nascondere lati oscuri e molto pericolosi. "Da alcuni giorni - spiegano in un post diventato virale le forze dell'ordine - circola questo messaggio tra le mamme, diffuso con il sistema delle Catene di Sant'Antonio: "Sfida delle mamme. Sono stata nominata per postare 3 foto che mi rendano felice di essere mamma. Scelgo alcune donne che ritengo siano grandi madri. Se sei una madre che ho scelto, copia questo testo, inserisci le tue foto e scegli le grandi madri". Non solo. "Mamme. Tornate in voi. Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet. O quantomeno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi": queste le indicazioni diffuse su Facebook dalla Polizia di Stato.

Alt della Polizia: boccia la moda social delle mamme. 'Alimenta la pedopornografia'
Una volta postate sui social network, senza adeguate impostazioni di privacy, le immagini dei minori diventano di pubblico dominio, e possono venire manipolate e scambiate in quella che viene definita la "darknet". Semplificando possiamo definirla come quell'insieme di reti private che usano protocolli di comunicazione non standard, che hanno contenuti non pubblici e non indicizzati dai motori di ricerca tradizionali, su cui si naviga in forma anonima. Qui i dati personali, foto comprese, hanno un valore di scambio elevato. Il post è stato condiviso quasi 10.000 volte, creando le immancabili polemiche. La (classica) accusa è quella di far ricadere la colpa sulle vittime, piuttosto che sui criminali.

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