Nsa, Labocetta: "Berlusconi spiato perché scomodo". Quel legame fra Quirinale e Usa

24 febbraio 2016 ore 10:59, Adriano Scianca
Nsa, Labocetta: 'Berlusconi spiato perché scomodo'. Quel legame fra Quirinale e Usa
“Non mi stupisce che gli americani lo spiassero, Berlusconi era un politico scomodo”. A commentare così le ultime rivelazioni circa la sorveglianza della National Security Agency all'ex premier è Amedeo Laboccetta, ex parlamentare del Pdl ed esponente campano di Forza Italia. Per un periodo vicino a Fli, nel suo libro “Almirante, Berlusconi, Fini, Tremonti, Napolitano. La vita è un incontro” (Controcorrente), Laboccetta ha rivelato che dietro la caduta dell'esecutivo guidato dal Cavaliere ci sarebbe l'ombra di Napolitano e Fini. Ora, a IntelligoNews, spiega: “Un'operazione di questo tipo non si può fare senza certi contatti internazionali...”

Labocetta, è stupito delle rivelazioni sull'Nsa che spiava Berlusconi al governo?

«Seguendo Luttwak, mi sembra di capire che questa attività sia sempre in movimento, quindi non mi stupisce affatto questo ascolto generalizzato».

Gli americani si sono giustificati: “Se c'è una valida ragione di sicurezza nazionale sorvegliamo anche i leader di governo”. Perché Berlusconi rappresentava una minaccia di questo livello per gli Stati Uniti?

«Perché Berlusconi rappresenta un modo libero di interpretare la politica. Non è legato a certe lobby, nazionali e internazionali, e questo fa di lui un personaggio non controllabile, quindi scomodo».

Secondo lei, dietro la defenestrazione di Berlusconi ci sarebbe l'ombra di Napolitano e Fini. Crede che il loro operato possa essere in qualche modo collegato all'interesse americano per il Cavaliere?

«Io ho raccontato quello che ho visto e che ho sentito. E finora nessuno ha mai smentito alcun passaggio di quello che io ho ricostruito. La verità si muove con lentezza, ma alla fine emerge con chiarezza. Detto questo, non c'è dubbio che le due cose siano collegate. Un'operazione di questo tipo non si può fare senza certi contatti internazionali. Il rapporto di Napolitano con gli Usa è vecchio quanto il mondo. Quanto a Fini, ricordo che nel precedente governo Berlusconi era stato ministro degli Esteri...»

Le ultime rivelazioni aprono interrogativi su chi davvero comandi nel mondo e in Europa...

«Le gerarchie mi sembrano ben delineate, si tratta di rapporti di potere ormai consolidati. L'importante è che dopo queste notizie non cali il silenzio. Va fatta chiarezza una volta per tutte, il Parlamento chiarisca e chieda conto a Napolitano».

Renzi ha alzato la voce con Washington.

«Renzi ha fatto bene a farlo, ha fatto il capo di governo. Ora, però, deve andare fino in fondo e non limitarsi a una battuta. Si tratta di fatti troppo gravi».

Ma il premier ha davvero l'interesse ad andare fino in fondo?

«Questo lo vedremo».

Lei è fiducioso che possa emergere tutta la verità?

«Sì. Gli italiani hanno voglia di verità, la gente vuole sapere. Altrimenti rischiamo di allontanare le persone dalla politica. Va fatta chiarezza in nome della democrazia».

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