L'Fbi chiede lo sblocco di altri 9 iPhone e Apple si oppone: colossi social divisi

24 febbraio 2016 ore 12:30, Americo Mascarucci
Le ragioni di sicurezza nazionale possono, o meglio debbono, venire prima del diritto alla riservatezza di un utente social?
Domanda che è da sempre oggetto di aspri contrasti fra i colossi della tecnologia e i servizi di intelligence.
E’ degli ultimi giorni la notizia dello scontro in atto tra Apple e il governo statunitense che ha chiesto alla compagnia lo sblocco dell’iPhone 5C di uno degli attentatori della strage di San Bernardino, che ha provocato la morte di 14 persone e 23 feriti.  
Il Dipartimento di Giustizia americano inoltre ha chiesto nelle ultime ore ad Apple di sbloccare almeno altri nove iPhone. 
La richiesta è contenuta in una lettera di Marc J. Zwillinger, uno dei legali di Apple riportata dal New York Times. 
Secondo Apple, che si era vista motivare la richiesta di sblocco dell’iPhone 5C del killer di San Bernardino come una richiesta isolata e legata ad oggettive necessità investigative, adesso questa ulteriore richiesta sembrerebbe confermare i timori in ordine alla messa a rischio dei sistemi di criptaggio. ''Apple non si e' detta d'accordo a effettuare alcun servizio sui dispositivi'', afferma Zwillinger, sottolineando che da dicembre Apple ha respinto gli sforzi del Dipartimento di Giustizia per costringerla a cooperare tramite il All Writs Act.
    Apple, in una documentazione che depositerà in tribunale per spiegare il suo rifiuto alla richiesta dell'Fbi di sbloccare l'iPhone del killer di San Bernardino, chiederà anche che la disputa venga risolta dal Congresso Usa.

L'Fbi chiede lo sblocco di altri 9 iPhone e Apple si oppone: colossi social divisi
E anche il mondo dei social si divide:
Bill Gates sostiene infatti la richiesta dell’Fbi, almeno fino a quando la stessa era limitata al solo caso del killer di San Bernardino: "Questo e' un caso specifico, non generale, in cui il governo chiede informazioni- aveva detto Gates paragonando la richiesta degli investigatori a quella fatta su un particolare conto corrente bancario. Tuttavia Gates ha poi corretto il tiro specificando di non aver affatto preso posizione in favore di uno contro l'altro e rimarcando la necessità di trovare delle regole condivise che vadano ad equilibrare le esigenze investigative e il diritto alla riservatezza degli utenti. 
Sul fronte opposto Mark Zuckerberg fondatore di Facebook schierato invece con Apple: "Siamo dalla parte di Apple - ha dichiarato - crediamo nella crittografia e non crediamo che inserire una backdoor sia sinonimo di sicurezza. Allo stesso tempo - ha aggiunto - sentiamo di avere una grande responsabilità nel prevenire il terrorismo, infatti abbiamo delle policy rigide in materia. I terroristi vengono tagliati fuori dalla piattaforma e se abbiamo la possibilità di lavorare col governo è una ipotesi che prendiamo sul serio".
Anche Twitter, Google e Microsoft sono schierate con Apple.



caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]