Aborto clandestino, la supermulta che fa arrabbiare i centri anti-violenza

24 febbraio 2016 ore 11:59, Adriano Scianca
Aborto clandestino, la supermulta che fa arrabbiare i centri anti-violenza
Scoppia la protesta di alcune associazioni femministe in merito all'innalzamento delle sanzioni per chi pratica aborto clandestino. Il decreto legislativo del 15 gennaio scorso, infatti, ha depenalizzato l’interruzione di gravidanza clandestina, ma nello stesso tempo ha innalzato le sanzioni. Si passa così dalla cifra simbolica di 51 euro (la 194 la fissava in 100mila delle vecchie lire) a un’ammenda pecuniaria tra 5 mila e 10 mila euro. Mentre su Twitter la protesta viaggia sugli hashtag #obiettiamolasanzione e #apply194, Titti Carrano, presidente dell’associazione Dire (Donne in rete contro la violenza), che gestisce la maggior parte dei centri antiviolenza in Italia, ha scritto una lettera a Matteo Renzi per correggere il “gravissimo errore dell’inasprimento delle sanzioni, ignorando completamente le ragioni per cui la legge 194 comminava una multa simbolica, ovvero permettere alle donne di denunciare i 'cucchiai d’oro' che praticavano aborti illegali e, soprattutto, permettere loro di andare in ospedale al primo segno di complicazione senza rischiare la denuncia”. 

Al premier si chiede quindi di intervenire affinché “questo gravissimo errore venga corretto subito per evitare conseguenze incalcolabili”. Dire punta il dito anche sul tema dei finanziamenti ai centri antiviolenza: “Quelli per gli anni 2013 e 2014 sono pari a quasi 17 milioni di euro, assegnati alle regioni, ma di cui non si conosce l’impiego nel dettaglio. Mentre quelli per il 2015 sono addirittura ancora bloccati. E non ci è dato sapere quando e come verrano erogati. Del resto come stupirci considerato che il rimpasto di governo non ha previsto neppure il ministro alle Pari opportunità?”. 
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