Sigonella, l'ok ai droni Usa infiamma il Parlamento ma è un sì "all'italiana"

24 febbraio 2016 ore 12:52, Andrea Barcariol
E' arrivato il via libera del governo italiano alla partenza, dalla base aerea di Sigonella, di droni armati americani. Dopo un anno di negoziati è arrivato l'atteso sì, ma si tratta di un sì "condizionato" tipico della politica italiana che cerca di tenere sempre il piede in due staffe. Fonti della Difesa infatti hanno rivelato che i droni a stelle e strisce potranno decollare armati dalla base siciliana «solo a scopo di difesa, per proteggere eventuali operazioni di forze speciali Usa in Libia e nel Nord Africa contro l'Isis». Non solo. «Ogni missione dovrà essere autorizzata dal comando militare italiano, sulla base di una richiesta specifica degli Usa, e potrà essere sospesa nel caso non vi fossero i requisiti della legittima difesa». L'Italia insomma non vuole essere accusata di «complicità» in azioni che portano a stragi dove spesso rimangono coinvolti anche civili. Alla Difesa parlano «di non-notizia» perché da anni gli Stati Uniti hanno droni nella base siciliana con compiti di sorveglianza.

Sigonella, l'ok ai droni Usa infiamma il Parlamento ma è un sì 'all'italiana'
"L'Italia fa la sua parte come tutti gli altri", ma come già precisato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, Renzi ha ribadito: "Il sì arriverà solo caso per caso". L'accordo tra Italia e Stati Uniti ha fatto però insorgere le opposizioni con Sinistra Italiana e Lega Nord che chiedono al governo di riferire in parlamento sulla vicenda. Per Palazzo Chigi, però, abbracciare il piano B significherebbe voltare le spalle al parlamento di Tobruk e all'esercito del generale Haftar per puntare sulla compagine di Tripoli. È proprio qui, infatti, che verrebbero concentrati gli sforzi militari per contrastare i tagliagole dello Stato islamico. "L'utilizzo delle basi non è preludio a intervento ma la conferma di una collaborazione tra Italia e gli Usa, caso per caso, ed è una collaborazione finalizzata a operazioni di difesa. Oltretutto non credo che questa autorizzazione sia specificamente finalizzata alla Libia ma ad operazioni antiterrorismo in generale" ha spiegato il ministro Gentiloni. Nel frattempo gli Stati Uniti continuano a colpire obiettivi dello Stato islamico in operazioni mirate come quella che ha raso al suolo il comando di Sabratha mentre corpi speciali francesi sono stati segnalati nell'aeroporto militare di Benina, base avanzata del generale Khalifa Haftar. I suoi uomini, rivali di Tripoli, che appoggiano Tobruk stanno avanzando a Bengasi, dove hanno riconquistato il quartiere di Lithi, roccaforte dei jihadisti, e hanno anche conquistato Agedabia. Il Pentagono ha fatto sapere che con il raid aereo su una base dei terroristi a Sabratha, sabato scorso, sarebbe stato sventato un nuovo attentato a Tunisi.
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