Nsa, Comi: "E se cominciassimo a intercettare noi gli americani?"

24 febbraio 2016 ore 12:52, Adriano Scianca
Nsa, Comi: 'E se cominciassimo a intercettare noi gli americani?'
E se fosse l'Italia, per ritorsione, a spiare i leader americani? Se lo chiede l'europarlamentare di Forza Italia Lara Comi, a cui la storia delle intercettazioni a Berlusconi da parte dell'Nsa americana non è proprio andata giù. E a IntelligoNews dice: “ Forse è giunto il momento che nel mondo cominciamo a comandare un po' anche noi”.

Comi, che idea si è fatta di questo scandalo?

«Se fosse vero, come pare che lo sia, sarebbe un fatto molto grave. A questo punto bisogna chiarire per quali motivi Berlusconi è stato intercettato e chi ha commissionato questa intercettazione».

Si è fatta un'idea del perché Berlusconi risultasse così scomodo agli Usa?

«No, francamente no. Vorrei che ce lo spiegassero loro. Sicuramente Berlusconi è stato ed è un leader con amicizie importanti, anche a livello personale, come è il caso dell'ex presidente Bush».

Un portavoce americano ha dichiarato che quando è in ballo la sicurezza nazionale, loro agiscono così, spiando anche i leader di governo alleati...

«Vorrà dire che ci regoleremo di conseguenza e spieremo anche noi i leader americani».

Tempo fa si parlò di pressioni tutte italiane per defenestrare Berlusconi. Lei crede che la pista internazionale e quella nazionale siano collegate?

«Sicuramente confluiscono più di un fattore. Quando si è dei leader internazionali è, se non normale, quanto meno abituale che si subiscano attacchi di questo tipo. Io mi auguro solo che Renzi metta in campo tutte le sue energie per andare in fondo a questa storia».

A parole lo sta facendo. Lei crede che lo farà anche nei fatti?

«Io penso di sì, penso che andrà fino in fondo. Così come, giustamente, chiede di sapere tutta la verità sul caso Regeni, allo stesso modo deve farlo per Berlusconi, che è un cittadino italiano e il premier ha il dovere di intervenire ogni volta che sia leso il diritto di un cittadino italiano».

Di sicuro questa vicenda ribadisce delle gerarchie internazionali chiare: al di là delle alleanze di facciata, c'è chi comanda e chi è comandato.

«È così da sempre, non è certo un fatto nuovo. Forse però è giunto il momento che cominciamo a comandare un po' anche noi».




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