Alta tensione Usa-Cina: trattano sulla Corea del Nord ma "è guerra" sul Mar Cinese

24 febbraio 2016 ore 16:34, Americo Mascarucci
Disgelo Usa-Cina? Manco per sogno.
A parole forse sì, ma nei fatti certamente no.
Ieri il segretario di Stato statunitense John Kerry e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi hanno dichiarato in una conferenza stampa congiunta di aver fatto alcuni progressi su una risoluzione delle Nazioni Unite che dovrebbe sanzionare la Corea del Nord per il suo test nucleare di gennaio. Ci sarebbe infatti un consenso di massima nel sostenere che l'obiettivo delle eventuali sanzioni non è quello di peggiorare la situazione di stallo con il regime nordcoreano di Kim Jong-Un, bensì di convincere Pyongyang a riprendere i colloqui sulla fine del suo programma nucleare. Si punta anche a ricostruire un dialogo tra il regime e la comunità internazionale. 
Sanzioni insomma che la Cina intende interpretare come suggerimenti per convincere la Corea del Nord a smetterla con le prove muscolari e a non irrigidirsi ulteriormente con i test nucleari.
Intanto però la Cina ha schierato alcuni caccia militari sulle contestate isole artificiali realizzate da Pechino nel Mar Cinese meridionale. La notizia la riporta Fox News, citando fonti dell'amministrazione Obama che parlano di preoccupante escalation.
"Nessun Paese dovrebbe intraprendere azioni unilaterali nel Mar della Cina meridionale" ha detto il segretario di stato Usa, John Kerry, incontrando il ministro degli esteri cinese Wang Yi.
Il ministro cinese dal canto suo ha ribadito: "Auspichiamo di non rilevare alcun bombardiere strategico americano sul Mar Cinese Meridionale".
Alta tensione Usa-Cina: trattano sulla Corea del Nord ma 'è guerra' sul Mar Cinese
Wang ha poi annullato una visita precedentemente programmata al Pentagono per sopraggiunti impegni . 
Secondo il Comando americano del Pacifico "la Cina sta chiaramente militarizzando il Mar Cinese Meridionale". 
Barack Obama ha confermato che la sua amministrazione avrebbe continuato a sfidare le rivendicazioni territoriali di Pechino nella Regione e a navigare in quelle acque, secondo quanto previsto dal Diritto internazionale.
Il Pentagono, intanto, starebbe vagliando alcune alternative. Quella al momento più condivisa tra i militari, prevede il rischieramento di artiglieria mobile, M109A6 "Paladin", nei territori degli alleati regionali (Giappone e Corea del Sud) per scoraggiare le minacce in entrata nel Mar Cinese Meridionale. Se approvata, l'implementazione consentirebbe a Washington di mantenere alta la pressione nella Regione, con una dimostrazione di forza in virtù di quella "libertà di navigazione" annunciata dal Pentagono.
Insomma disgelo sì, ma non troppo, o meglio per niente.

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