Italicum, la “grande bellezza” dei consiglieri regionali in pole per il Senato

24 gennaio 2014 ore 12:35, intelligo
Italicum, la “grande bellezza” dei consiglieri regionali in pole per il Senato
Dal 2010 in poi sono diventati protagonisti assoluti - non tutti naturalmente - delle cronache giudiziarie tra viaggi, Suv, gioielli per le amanti, saune, mutande, collezioni di Diabolik, incarnando l'immagine del politico spregiudicato, dedito al taccheggio della spesa pubblica sotto forma di rimborsi spese. In Italia oggi ci sono 500 consiglieri regionali indagati. Pochi giorni fa la Sicilia ha deliberato l'istituzione di un assegno mensile per i capigruppo, come avviene in molti consigli regionali.
E la proliferazione dei gruppi (11 in Sicilia, ma addirittura 15 per la ventina di consiglieri regionali molisani) è un fenomeno su cui non tramonta mai il sole. Ma ora per loro, nonostante il tasso di popolarità ai minimi storici, scatta la rivincita. In base all’Italicum alcuni di loro diventeranno anche "senatori" (forse non potranno fregiarsi del titolo anche se c'è già chi scommette che lo faranno comunque). Peraltro le regioni di fatto spendono soldi che ricevono dallo Stato, soprattutto per sanità e trasporti locali, e dal 1970 hanno contribuito in modo decisivo all'esplosione della spesa pubblica. Ora, paradossalmente, rischiano di essere loro a mettere direttamente le mani sulla cassa e autoassegnarsi i fondi. Per questo sdoppiamento di ruolo ci sarebbero poi alcuni problemi concreti e pratici. I consiglieri regionali dovrebbero, infatti, dividersi tra la regione di elezione e Palazzo Madama. A quel punto bisognerebbe prevedere sessioni uniformi per tutte le regioni italiane. Probabilmente abolendo la Conferenza Stato-Regioni visto che a quel punto le Regioni finirebbero in questa sede per confrontarsi con loro stesse, rischiando uno sdoppiamento e una crisi di identità.
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