Giocatori belli, bravi e odiosi: quando l'antipatia paga

24 giugno 2013, Micaela Del Monte
Giocatori belli, bravi e odiosi: quando l'antipatia paga
Ci sono giocatori conosciuti per la loro classe, altri per la loro bellezza. C'è chi spicca per tecnica e chi per antipatia. E c'è chi raccoglie in sé tutte queste caratteristiche.
Belli, bravi e soprattutto antipatici. Sembra che questi tre aggettivi non possano esistere l'uno senza l'altro. Ma se in campo la bellezza non è rilevante è anche vero che, gli altri due appellativi, sono pressoché essenziali.
 
Un esempio lampante è stato il match di Confederations Cup tra Italia-Brasile.
L'incontro/scontro tra Balotelli e Neymar non è di certo passato inosservato, e non solo perché sono due dei più forti giovani del mondo nel panorama calcistico, ma soprattutto perché sono due dei giocatori più "antipatici" che il calcio mondiale abbia mai visto.

Di certo non è passata inosservata neanche la straripante tecnica del talento brasiliano, né tanto meno il suo modo di fare. Si può facilmente dire che Neymar farebbe concorrenza a un qualsiasi tuffatore olimpionico, se non fosse che di mestiere fa il calciatore. Non è un caso che uno dei gol del Brasile sia scaturito da un suo magistrale tuffo al limite dell'area di rigore azzurra. Tuffo non pervenuto all'arbitro uzbeka, ma palesemente registrato dalle telecamere e non particolarmente apprezzato da giocatori e tifosi italiani.
 
Sull'altro fronte c'è Super Mario. Ormai abbiamo speso fiumi di parole su questo giocatore, abbiamo raccontato tutte le sue disavventure e tutte le volte che è stato cacciato via dal campo perché le sue reazioni fuori luogo hanno scatenato scene di ordinaria follia tra lui e i suoi avversari. A volte ci si trova a parlare più delle peripezie di Balotelli che di calciomercato.

Le sue poco educate risposte su Twitter, le sue reazioni in campo, le sue dichiarazioni post partita... Insomma, lo sappiamo, di simpatico Balotelli non ha neanche la faccia. Ma questi sono solo due esempi di come il rapporto tra forza e antipatia sia direttamente proporzionale. Maradona, Ibraimovic, Nedved, Vieira, Boateng, Christiano Ronaldo, Messi, Totti, Vucinic, Ronaldinho, Cassano e tanti altri spiccano prima per le loro doti e subito dopo per quanto sono odiati da arbitri, compagni, avversari, tifosi, società o chiunque altro. 

Per la maggior parte di questi giocatori ai centinaia di gol fatti si contrapponevano e si contrappongono centinaia di cartellini rossi e calci presi. Alcuni antipatici per scelta, altri perché sono stati etichettati come tali. Alcuni perché rappresentano ideali non condivisi, altri perché troppo forti. Ma tutti, allo stesso modo, sono considerati i giocatori più forti del mondo. E se per caso dovessimo incappare in un giocatore potenzialmente forte, ma per sua “sfortuna”  dotato di una faccia simpatica e di particolare empatia verso il prossimo è lecito pensare che avrà una carriera tendente alla mediocrità. 

Dunque, per avere una grande futuro come calciatore, prima di essere tecnicamente infallibili bisogna essere antipatici. Il resto verrà da sé.  
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