Sberna (SC): «Ministro della Famiglia? Penso a Delrio. Francia e Germania sono più avanti di noi»

24 giugno 2013 ore 15:44, Marta Moriconi
Sberna (SC): «Ministro della Famiglia? Penso a Delrio. Francia e Germania sono più avanti di noi»
«La famiglia è il cuore pulsante della società, per questo ho proposto un Ministro della Famiglia. Se fossi stato il presidente del Consiglio avrei subito pensato ad una delega alla famiglia prima ancora che all’economia. Penso che  Graziano Delrio possa assumersi anche questa delega. Ha 9 figli. Sommati ai miei (ne ha 5, ndr) possono fare una squadra di calcio». Così Mario Sberna, deputato di Scelta Civica ed ex presidente dell'associazione nazionale famiglie numerose, intervistato da IntelligoNews. E’ lui il primo firmatario di un’interrogazione parlamentare nella quale  si chiede al premier Letta di individuare un ministro delegato che si occupi di famiglia. «Quando ho scritto a Letta - ha aggiunto Sberna - non mi ha risposto per ben due volte, ma rivoterei la fiducia al governo anche subito, perché l’ho sempre stimato». Però così non si può continuare, secondo il deputato di Scelta Civica, e l’Italia resta indietro: «Ricordo a tutti che anche in Germania Ursula von der Leyen, ministra Cdu per la Famiglia, madre felice di sette figli sette, fu molto apprezzata nei primi mesi di Grosse Koalition… E che la Francia, che ora ha aperto ai matrimoni gay, ha comunque sempre indicato figure competenti di riferimento per le politiche familiari». E’ primo firmatario, insieme ad altri undici colleghi politicamente “trasversali”, di un'interrogazione parlamentare nella quale  si chiede al premier Letta di "individuare, fra i suoi ministri, un delegato che si occupi di famiglia in continuità e coerenza con il dettato costituzionale". Che significa in termini pratici? «Premetto che io se fossi stato il presidente del Consiglio avrei subito pensato ad una delega alla famiglia prima ancora che all’economia. E’ il cuore pulsante della società e non lo dico io, lo dice la Costituzione. C’è la necessità di avere un riferimento alto nel governo, e non manca solo all’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia o all’associazionismo, manca anche alle stesse famiglie. Un Ministro di riferimento, autorevole e capace di dare risposta alle necessità delle famiglie, ancor più se numerose, e a quel Piano Nazionale per la Famiglia del precedente governo». Si aspettava più firmatari? «No. Io ho scritto una lettera con il collega Gian Luigi Gigli al presidente Letta appena eletto. Non abbiamo avuto risposta. Poi ne ho consegnata un’altra a mano quando è venuto alla Camera, ma non ho ricevuto un commento neanche allora. Magari per distrazione. Io rivoterei la fiducia a Letta anche subito ed è una persona che stimo, da sempre e non da oggi. Certo, sono in attesa di una risposta. A questo punto ho pensato di fare un’interrogazione in Aula e ho chiesto agli amici dell’Udc e del Pd e poi a Vignali e Calabrò del Pdl di aiutarmi. Avremmo ottenuto più firme, ma non siamo andati oltre. Al Senato, anzi, le annuncio che sarà presentata un’ulteriore interrogazione. Lucio Romano, senatore di Scelta Civica, mi ha chiesto il testo e se ne occuperà». Chi potrebbe essere un buon ministro della Famiglia? «Personalmente ritengo che non possa che essere una persona che abbia famiglia, e intendo quella costituzionalmente tutelata. Aperto alla vita e ai figli. Deve essere un padre o una madre, sarebbe un bellissimo segno. Per me il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie del governo Letta, Graziano Delrio, rappresenta questa persona. Ha 9 figli.  Sommati ai miei (ne ha 5, ndr) possono fare una squadra di calcio. Scherzi a parte, serve qualcuno che abbia vissuto le problematiche delle famiglie. Che sappia cosa è l’Isee . Basta ricordare che in Germania, Ursula von der Leyen, ministra Cdu per la Famiglia, madre felice di sette figli sette, fu molto apprezzata nei primi mesi di Grosse Koalition… E che la Francia, che ora ha aperto ai matrimoni gay, ha comunque sempre indicato figure competenti di riferimento per le politiche familiari». Iscrizione alla Camera di Commercio, partita Iva, cetificato di qualità e anche Cooperative. La senatrice del Pd Maria Spillabotte propone di regolamentare così la prostituzione e sta lavorando ad una proposta di legge. Che ne pensa? «Sinceramente ritengo che non perché qualcosa succede noi dobbiamo normarla, per tutelarla, come se fosse giusta. Il corpo di una donna merita il massimo rispetto e la massima  dignità. Mi stupisce che sia una donna a proporre questa cosa. Andare a normare la possibilità di svendere o di sfruttare il corpo per mero piacere sessuale è orribile. Ci sono genitori che ammazzano le mogli e i figli ma non si norma ciò che ha a che fare con la violenza, se non per punire meglio certe illegalità. Più che una norma al passo con i tempi, è al passo con l’idiozia». Stasera Monti andrà dal premier Letta. Il leader di SC ha chiesto di non deviare il governo da percorso tracciato. E’ una settimana carica di tensioni, non va indebolito. Quale percorso tracciato non va deviato? Quali le priorità di Monti e Scelta Civica? «Le nostre linee le ha ben chiarite Monti in conferenza stampa giorni fa. L’obiettivo è la crescita. Far cadere governo Letta sarebbe da pazzi, ed è dire poco. Abbiamo una disoccupazione giovanile da record. Basta scherzare e basta con i giochetti irresponsabili. La Grecia, la Turchia, il Brasile sono dietro l’angolo. Se si tira troppo la corda… Tutti uniti verso la meta della ripresa».  
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