Cosa c'è dietro alle dichiarazioni di Squinzi

24 giugno 2014, intelligo
Cosa c'è dietro alle dichiarazioni di Squinzi
di Gianfranco Librandi
Cosa c’è dietro le dichiarazioni di Squinzi? Assolutamente niente o forse tutto. C’è la gara a lasciare in corsa il carro. Già il malumore serpeggiava fra parte degli industriali che non erano d’accordo con il loro capo di appoggiare Renzi con tanta solerzia. Squinzi aveva già dato segni d’insofferenza e di disagio a essersi fatto sedurre e poi abbandonare, chiudendo i rubinetti della logorrea che era stata l’arma per aprire la strada a Renzi. I fatti sono i seguenti: Squinzi e CONFINDUSTRIA sono parte del sistema, inutile che il presidente ne parli come fosse elemento avulso. Denunciare il sistema Paese come ha appena fatto Squinzi è denunciare se stesso e quello che rappresenta. La funzione di CONFINDUSTRIA è sempre stata quella di assecondare un po' il governo, qualunque colore esso abbia, ovviamente in cambio di una visione per l'industria. Ma è a questo punto che si è verificato un fatto intollerabile. CONFINDUSTRIA ha aiutato Renzi a disarcionare Letta per spingerlo al governo del paese scommettendo sulla sfrontatezza e sulla presenza guascona del sindaco di Firenze. CONFINDUSTRIA ha scommesso tutto sul fatto che sgretolatasi la vecchia maggioranza e consolidandosi come unica alternativa, il malandato PD, tutti dovevano per forza portare sugli scudi il giovane virgulto. Forte di tanto consenso doveva per forza rovesciare le sorti e l’andazzo di un Paese alla deriva salvando anche le terga di CONFINDUSTRIA che di tale disastro è corresponsabile. Non si è verificato nulla di tutto questo, e non è apparso neanche uno straccio di interlocutore per avviare una trattativa. Che cosa è successo? E’ successo appena due settimane fa che in una trasmissione televisiva, il patron di Eataly mentre mangia (letteralmente e di fronte a diverse centinaia di migliaia di teledipendenti) afferma che in Italia si può fare impresa, basta mettersi d’accordo con gli amministratori locali. Tutti si aspettavano una presa di posizione di Squinzi a difesa di quanti in CONFINDUSTRIA non hanno notato tanta “elasticità e buonsenso” da parte delle amministrazioni locali per fare impresa, e invece silenzio. Squinzi deve essere corso a chiedere lumi e mentre faceva anticamera, deve essersi accorto che non esiste un documento, una carta, uno straccio di programma … niente di niente (chiunque abbia la possibilità di frequentare il Palazzo lo sa benissimo) non esiste una bozza di programma di una sola delle promesse fatte da Renzi e dal suo governo. Le commissioni sono ferme ancora a prima delle elezioni. Le conclusioni (di Squinzi): a questo punto Squinzi è con le spalle al muro, la strategia di alzare la voce è necessaria per coprire la memoria di quanti pensano, a ragione, che corresponsabile di quella burocrazia, di tale classe politica, di connivenze con la lobby sindacale, corruzione e malcostume la CONFINDUSTRIA ne è attore da sempre. Mica vorrà farci credere che gli industriali non ne sapessero niente? C’è qualcosa che sta muovendosi, e Squinzi non può non tenerne conto, e non può ignorare che ha spalleggiato un governo del fare che ha fatto il contrario di quanto “strombazzato”, cioè non ha fatto e non fa niente! Il grido è diventato “abbandonare la nave”. Dietro al niente non può esserci che il nulla. Seguiamo gli sviluppi.
autore / intelligo
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