La coraggiosa Meriam è libera. Giustizia fatta e una lezione per il mondo occidentale

24 giugno 2014 ore 13:52, Americo Mascarucci
La coraggiosa Meriam è libera. Giustizia fatta e una lezione per il mondo occidentale
Meriam, la 27enne sudanese condannata a morte per apostasia, per essersi rifiutata di convertirsi all’Islam è finalmente libera
. Una corte d’appello ha annullato la condanna di primo grado rimettendo in libertà la donna che mesi fa aveva partorito in carcere. E’ proprio il caso di dire che esiste un giudice a Berlino, esiste una giustizia anche laddove sembra che questa parola sia bandita dai codici. Meriam era stata arrestata dopo essersi sposata con un uomo di fede cristiana, incorrendo nel reato di adulterio. In base alla legge della Sharia infatti il matrimonio con persone di fede cristiana è vietata, motivo per cui in primo grado, oltre alla condanna all’impiccagione per non aver voluto abiurare la fede cristiana e convertirsi all’Islam, a Meriam erano state anche inflitte cento frustate per punirla del presunto adulterio. La mobilitazione internazionale che si è creata intorno al caso della donna deve aver fatto ragionare i giudici del processo d’appello che hanno annullato l’assurda sentenza comminata dal tribunale tribale di primo grado. Meriam, laureata in fisica, è sposata con Daniel Wani, un sud-sudanese cristiano. Lei è invece sudanese e nel suo paese è considerata musulmana, perché nata da un padre musulmano. Alla donna erano stati concessi tre giorni di tempo per abiurare la propria fede ed abbracciare l’Islam ma lei non ha voluto cedere. “Io sono cristiana – si è sempre difesa – non faccio del male ad alcuno e non ho commesso alcuna apostasia”. Alla fine ha avuto ragione. Speriamo si tratti di un primo passo in direzione della civilizzazione di un territorio ancora sottoposto a legislazioni arcaiche, dal sapore medioevale. Certo, non è facile cambiare le tradizioni, gli usi e le credenze religiose dei popoli, ma proprio vicende come quella che hanno visto Meriam protagonista possono senza dubbio contribuire a far cambiare mentalità magari alle giovani generazioni, quelle che hanno ereditato determinate tradizioni dai padri ma possono sicuramente acquisire la consapevolezza di doverle cambiare favorendo il rispetto e l’integrazione dei diversi. Meriam va senz’altro ringraziata per il coraggio e la straordinaria lezione che ci ha dato. Una lezione soprattutto per il mondo occidentale sempre più orientato al ripudio delle proprie radici cristiane. Mentre da noi l’integrazione religiosa è favorita ad ogni livello anche al costo di rinunciare all’esposizione dei crocefissi nelle scuole pur di non urtare la suscettibilità delle altre fedi, in un posto lontano della terra c’è ancora chi è pronto a morire per difendere la propria fede in Cristo. Grazie Meriam. Americo Mascarucci
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]