Carceri, Sofri non sarà consulente: la responsabilità non è da tutti

24 giugno 2015, Americo Mascarucci
Carceri, Sofri non sarà consulente: la responsabilità non è da tutti
Adriano Sofri
ha rinunciato a far parte del Comitato scientifico costituito dal ministero della Giustizia per approntare la riforma del sistema carcerario italiano. L’ex ideologo di Lotta Continua condannato in via definitiva quale mandante dell’omicidio del commissario Luigi Calabresi ha spiegato che non entrerà a far parte del Comitato dopo le polemiche che sono nate intorno alla sua annunciata nomina. 

Ma come, proprio lui che per anni ha invocato una riforma del regime carcerario in Italia, che ha prodotto fiumi di articoli per denunciare il carattere disumano delle prigioni nazionali, oggi rinuncia ad offrire il suo contributo ad una riforma invocata in primo luogo dall’Europa? 

Le motivazioni della rinuncia Sofri le ha spiegate con un intervento sul quotidiano “Il Foglio” del suo vecchio amico e difensore d’ufficio Giuliano Ferrara, dove continua a pubblicare interventi anche ora che l’Elefantino ha lasciato il timone della barca. 

Se Sofri crede davvero nella necessità di riformare il sistema delle carceri in Italia, perché scappare? Soltanto perché ci sono state polemiche? Si sapeva che qualcuno avrebbe avuto da ridire ad iniziare dalla famiglia del commissario Calabresi, ma questo non è un motivo sufficiente per rinunciare ad un incarico ritagliato su misura per chi dietro le sbarre ci è stato e ha vissuto sulla propria pelle il dramma del carcere. 

Non sarà che le polemiche hanno invece offerto all’ex leader di Lotta Continua il pretesto per tirarsi fuori da ogni responsabilità? Perché un conto è scrivere articoli e denunciare lo scandalo delle carceri, altra cosa è confrontarsi su come risolvere i problemi? Approntare una riforma non è propriamente come scrivere un articolo di denuncia, questo è certo. 

Forse Sofri ha avuto il timore di confrontarsi con se stesso? Il Sofri consulente ministeriale ha temuto di non essere all’altezza del Sofri polemista? Non sarà stata certo la battuta di Salvini a scoraggiare l’impegno del combattivo e sanguigno leader sessantottino. Il leader della Lega Nord ha dichiarato che “dopo la nomina di Sofri consulente del Governo sulle carceri resta solo quella di Schettino quale esperto dei Trasporti”. 

Già Schettino! Per caso Sofri ha preferito mettersi in salvo prima che la barca delle riforme affondi del tutto?
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