Abusi sessuali, l'Onu dice basta e vara la Commissione d’inchiesta

24 giugno 2015, intelligo
Abusi sessuali, l'Onu dice basta e vara la Commissione d’inchiesta
di Raffaele Mancino.

L’Onu ha istituito una Commissione d’inchiesta per indagare sugli abusi sessuali commessi su minori da soldati francesi nella Repubblica Centrafricana. L’annuncio arriva direttamente dal portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric. 

La Commissione, nominata dal Segretario generale Ban Ki-Moon, comincerà i suoi lavori a luglio e sarà guidata dall’ex giudice della Corte Suprema Canadese, Marie Deschamps. Ne faranno parte anche il procuratore del Tribunale Penale Internazionale per il Rwanda, Hassan Jallow, e il direttore della Fondazione per i diritti umani in Sud Africa, Yasmin Sooka. Il panel di esperti dovrà rilasciare un primo rapporto pubblico nell’arco di 10 settimane che faccia chiarezza su ciò che è accaduto in Centrafrica durante la presenza del contingente francese.

La mossa dell’Onu arriva a circa due mesi di distanza dalla diffusione di un rapporto confidenziale, rilasciato senza autorizzazione da un funzionario di Ginevra e contenente un’inchiesta documentata sugli abusi sessuali delle truppe internazionali in missione. Da allora è stato un susseguirsi di dichiarazioni e testimonianze che hanno messo in luce una triste e drammatica realtà, a tal punto che l’assistente del Segretario Generale per i diritti umani, Ivan Simonovic, ritiene che “ciò che è stato riportato finora è solo la punta dell’iceberg”.

Non solo la Repubblica Centrafricana, difatti, ma anche la Liberia, il Sud Sudan, Haiti, il Sudan e il Congo sarebbero stati teatro di episodi simili, oltre che di altre violazioni dei diritti umani commesse dai soldati stranieri a discapito delle popolazioni locali. Tuttavia, la Commissione d’inchiesta avrà il solo ruolo, seppur importante, di valutare le lacune e le carenze dell’Onu nel prevenire, riconoscere e indagare la condotta riprovevole dei militari in missione. 

In altre parole, non andrà direttamente alla ricerca dei responsabili coinvolti nelle violenze. D’altronde, tale mandato richiederebbe tutta una serie di autorizzazioni che causerebbero certamente uno slittamento dell’inchiesta, ammesso e non concesso che tale procedura possa avviarsi. Molti Stati tendono ancora ad avocare a sè il diritto di indagare ed eventualmente condannare i propri soldati. Francia inclusa.
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