Migranti, Chaouki (Pd): "Siamo alla fine del sogno europeo. L'Italia ha dei nemici"

24 giugno 2015, Andrea De Angelis
L'Ungheria ha annunciato che non rispetterà più le regole sulle richieste di asilo nell'Unione europea.
Il governo nazionalista di destra di Viktor Orban ha infatti deciso, senza concordare nulla con gli altri Stati membri, di sospendere le regole di Dublino III, secondo le quali le richieste d'asilo devono essere esaminate nel Paese che per primo ha fatto entrare il rifugiato all'interno dell'Unione. 
IntelligoNews ne ha parlato con il deputato democratico Khalid Chaouki, intercettato in quel di Strasburgo...

Migranti, Chaouki (Pd): 'Siamo alla fine del sogno europeo. L'Italia ha dei nemici'
La sospensione di Dublino III da parte dell'Ungheria è l'ennesimo schiaffo a Bruxelles oppure, visto che stiamo parlando di rifugiati e non migranti in generale, è un fatto ancor più grave?

«In questo momento mi trovo a Strasburgo e al Consiglio d'Europa stiamo discutendo della deriva autoritaria, una vera e propria torsione che in questo momento sta mettendo a rischio quelli che sono i valori europei. Questa decisione non fa altro che proseguire l'involuzione democratica che ci preoccupa moltissimo e che rischia di incidere sul confronto europeo sul tema dell'immigrazione, un percorso sul quale si sta faticosamente lavorando».

Ricordiamo il tweet entusiastico di Mogherini per l'Agenda sui migranti. A oltre un mese di distanza i toni sono decisamente diversi, ma di chi è la responsabilità? Il vuoto politico è anche dell'Italia? 

«Il fatto che il percorso sia in salita per l'ipocrisia e l'ambiguità di alcuni Paesi a noi vicini come la Francia era ed è nelle corde. L'Italia però non è stata assente e in sede europea ha sempre ribadito la necessità di una cooperazione tra tutti i Paesi». 

Qual è il punto centrale della mediazione?

«L'accoglienza dei profughi e dei rifugiati. Non può essere semplicemente il far fare all'Italia, così come alla Grecia e a Malta, il poliziotto cattivo che blocca gli immigrati sul suo suolo nell'attesa di rimpatriarli. Guai a cedere su questo punto, la priorità oggi è ridistribuire i richiedenti asilo in tutti i Paesi senza ridursi a fare i guardiani della frontiera meridionale dell'Europa». 

L'esatto opposto di quello che dice Cameron...

«Siamo dinanzi all'inizio di una sconfitta, della fine del sogno europeo. Questi fatti ci dicono che la solidarietà europea è in crisi, sulla questione libica c'è poi un ritardo dell'Onu sulla possibilità di intervento diretto per fermare queste organizzazioni criminali».

Da dove deve arrivare la scossa?

«Innanzitutto a livello nazionale, l'Italia deve essere unita. Lancio l'appello a tutte le forze politiche, da destra a sinistra, affinché vi sia un fronte unico. Il nostro nemico non è il flusso di immigrati in arrivo, ma questa ipocrisia, questa indifferenza dei partner europei». 
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