Fassina lascia, Puppato (Pd): "Era nell'aria da tempo. De Luca-Marino ci preoccupano. Ecco perchè..."

24 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Fassina lascia, Puppato (Pd): 'Era nell'aria da tempo. De Luca-Marino ci preoccupano. Ecco perchè...'
“L’uscita di Fassina dal Pd era nell’aria da tempo per una sua visione opposta a quella del partito”. “Renzi e questo governo sono di sinistra”. “De Luca e Marino sono due preoccupazioni per il Pd anche se molto diverse tra loro”. Tre concetti che Laura Puppato, senatrice dem, mette in fila nella conversazione con Intelligonews nel giorno di un altro addio al Nazareno e stavolta, di un ex viceministro…

Fassina a un passo dall’addio al Pd che motiva sostenendo che Renzi non rispetta il mandato degli elettori. E’ vero?

«Credo che sia palese l’impegno a dare una scossa all’Italia, a mettere in campo riforme che permettano al Paese non solo di superare la crisi ma di risultare credibile in quanto in grado di cancellare una situazione di screditamento che l’Italia aveva nei confronti del resto del mondo occidentale, ovvero smantellare corruzione, clientele, riportare al centro il merito, ridare fiducia ai giovani »

Quindi Fassina finora ha vissuto su Marte?

«Si può discutere se i provvedimenti messi in campo abbiano l’efficacia attesa o se in alcuni casi, come la Giustizia o la Pubblica Amministrazione si sia dentro un work in progress che risente della mancanza di risorse, perché fare riforme in un Paese in difficoltà per la crisi è stata una sfida da far tremare i polsi. La cosa certa, è che su questo ci stiamo mettendo molto lavoro e massimo impegno. Dopodichè, il dibattito interno al Pd ha visto Fassina, ancora più apertamente di altri, contestare il metodo del segretario Pd Renzi nel rapportarsi con la dirigenza del partito. Se vogliamo discutere di questo, appare evidente che in lui sia maturata la convinzione di una posizione politica diversa: mi riferisco in particolare alle questioni economico-occupazionali che vanno dal Jobs Act all’articolo 18. In questo campo sono emersi due pensieri diversi rispetto ai quali la decisione assunta da Fassina era nell’aria da diverso tempo»

Fassina dice ci saranno anche altri addii e che con altri condividerà obiettivi di sinistra: quindi Renzi cos’è, non è di sinistra?

«Che Renzi abbia sempre rappresentato l’area riformatrice, capace di un equilibrio tra le parti e non intenda quindi rappresentare gli interessi di una singola o di alcune categorie professionali, è assolutamente evidente. Il partito e Renzi hanno cercato opportunamente di riaffermare la centralità del lavoratore e al tempo stesso di tenere nella giusta considerazione le esigenze delle imprese. Tutto ciò ovviamente nel recinto delle regole che ci siamo dati con i provvedimenti legislativi. Anche con la scuola viene perseguito lo stesso obiettivo, la centralità dello studente perché gli insegnanti sono tali in funzione della qualità scolastica da offrire agli studenti. Il tema della valutazione, il raggiungimento degli obiettivi nell’ambito di lavoro fanno parte di un ragionamento che rientra perfettamente nei canoni della sinistra. La grande differenza con la destra sta nel concetto di merito - che è un concetto di sinistra - e nell’aver rimesso al centro il welfare: questo è un governo che dopo anni di tagli, sta rimpinguando i fondi per la scuola pubblica, per il sociale, le politiche per la famiglia per quanto ancora agli albori; è un governo che ha stanziato quattrocento milioni per la disabilità che erano stati tolti. Insomma, c’è un centrosinistra al governo che pone tra i suoi obiettivi da un lato i diritti umani e civili, dall’altro sostegno a una società che ha all’interno vaste aree di sofferenza»

Ma questo è il Pd che sognava? E come ci si sta dentro?

«Non è un periodo facile. Ci siamo assunti un impegno non rinvenibile nelle precedenti legislature e quando si devono affrontare contemporaneamente temi come la difficoltà economica grave in cui vive il Paese e la realizzazione del cambiamento, tu hai due fronti aperti non da poco. Da una parte vivi la necessità di fare velocemente alcune scelte; dall’altra ti attendi risultati in tempi più accelerati e qualitativamente molto buoni rispetto alle attese generali. E’ chiaro che tutto questo non è avvenuto né poteva avvenire nella velocità con cui la contingenza delle cose da fare ci ha costretti e condizionati. Se avessi potuto operare e potendo lavorare con risorse certe, avrei fatto scelte anche più rilevanti e immediatamente più efficaci; però da persona di buon senso quello che sto cercando di fare e mi pare di riuscire a realizzare, è un percorso che permetta all’Italia di tornare ad essere un Paese di riferimento per cultura, responsabilità, qualità del lavoro, efficienze delle istituzioni, eliminazione della piaga della mafia e della corruzione. Su questo stiamo intervenendo in maniera decisa ad esempio con il codice degli appalti sotto l’egida di Anac e di Cantone, come il provvedimento sulle ecomafie e sull’anticorruzione. Certo, non c’è mai una soddisfazione piena: dal punto di vista ambientale, tematica a me molto cara, non ho una completa soddisfazione relativamente ad alcuni temi perché vedo che procediamo lenti; tuttavia do atto al governo retto da Renzi di aver dato una accelerazione come mai prima d’ora».

I casi De Luca e Marino rappresentano un “vulnus” per il Pd?

«Sono due preoccupazioni per il Pd; negarlo sarebbe illogico e anche falso. Si tratta di due preoccupazioni molto diverse tra loro. De Luca, legittimamente votato dai campani, si è trovato a rientrare con la fattispecie di reato che gli viene contestata, nella legge Severino. Voglio dire che chi ha amministrato un Comune – e su questo De Luca ha ragione – spesso incappa in un’accusa che può essere fatta con molta facilità. Onestamente, sento che una figura come quella di De Luca per il suo decisionismo e ciò che ha dimostrato di saper fare amministrando Salerno, sia positiva per il cambiamento della Campania e sono contenta che abbia vinto le elezioni, anche perché si è speso molto per riportare quella terra alla legalità. Renzi si è trovato in questo spaventoso imbarazzo e ha dichiarato che non si fanno sconti a nessuno, che De Luca verrà sospeso come prevede la legge, e che il governo della Campania continuerà con la reggenza di un suo vice fino a quando la norma sarà in vigore; perché se certe leggi non funzionano bene si cambiano ma fino a quel momento dura lex sed lex»

E Marino?

«Marino si è trovato suo malgrado, in una grande fogna e non avendo esperienza amministrativa sta cercando nei limiti delle sue possibilità di gestire il governo della città in condizioni di emergenza sul versante della corruzione e dell’illegalità. Il sentimento nei suoi confronti fin dal primo giorno è di stima per la sua specchiata onestà e per la volontà di assumersi responsabilità importanti pur di procedere. Tuttavia c’è l’evidenza di una difficoltà nella quale probabilmente per suo carattere o sua scelta, è stato lasciato o si è sentito lasciato solo. Credo che ci sia bisogno del lavoro corale di una task force e non di una singola persona nell’affrontare questa massa di problemi»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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