La musica del "cuore": Mozart e Strauss abbassano la pressione. Gli ultimi studi

24 giugno 2016 ore 7:37, Andrea Barcariol
Ascoltare Mozart e Strauss fa bene anche alla salute. E' quanto emerge da uno studio tedesco, dell'Università della Ruhr a Bochum, pubblicato sulla rivista Deutsches Ärzteblatt International. La musica classica, di Mozart e Johann Strauss, infatti, fa abbassare la pressione e la frequenza cardiaca. Lo stesso non si può dire di quella del gruppo pop degli Abba, che anzi potrebbe stimolare il cervello piuttosto che rilassarlo.  I ricercatori hanno coinvolto nello studio 120 persone: 60 hanno ascoltato musica per 25 minuti, altri 60, come gruppo di controllo, hanno riposato in silenzio. Chi ha ascoltato musica è stato diviso in tre gruppi: uno dedicato a Mozart (con la sinfonia n.40) uno a Johann Strauss e l'ultimo al gruppo pop degli Abba (con una compilation del 2009 che includeva brani come "Thank You for the Music", "The Winner Takes It All" e "Fernando"). A tutti i partecipanti sono stati misurati pressione, battito cardiaco e livello di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Sebbene con qualsiasi tipo di musica ascoltata si abbassasse il livello di cortisolo, soprattutto nelle donne, per il battito cardiaco e la pressione invece vi erano delle differenze.

La musica del 'cuore': Mozart e Strauss abbassano la pressione. Gli ultimi studi
Quella di Mozart è risultata in assoluto la musica che dava più risultati, con il battito cardiaco che si calmava: la pressione sistolica, cioè la massima, si abbassava di 4,7 millimetri di mercurio, e quella diastolica, cioè la minima, di 2,1. A seguire i brani di Johann Strauss, con un abbassamento della massima di 3,7 millimetri di mercurio e della minima di 2,9. Nessun effetto sostanziale, invece, è stato osservato con la musica degli Abba. Una notizia positiva per gli ipertesi che potrebbero sottoporsi a sedute di musicoterapia per stare meglio. Non si tratta del primo studio in materia. Da tempo è emerso un collegamento tra l'ascolto di musica classica e la possibilità di condizionare il ritmo cardiaco. Già in precedenza i ricercatori dell'Università di Oxford avevano parlato di un effetto cardiotonico e di un abbassamento della pressione sanguigna nei pazienti che ascoltano i brani Mozart. La musicoterapia trova conferma delle sue basi scientifiche nei numerosi studi compiuti negli ultimi decenni. Lecanuet (1995) e Imberty (2002) hanno sottolineato che il suono si pone come elemento fondante lo sviluppo del feto in una fase molto precoce di sviluppo. Il feto percepisce gli stimoli acustici già a partire dal terzo/quarto mese di vita  e reagisce ad essi verso il settimo mese.





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