Lotta al virus Zika: scoperti 'anticorpi' per neutralizzarlo. I dati sulla diffusione

24 giugno 2016 ore 10:56, Andrea Barcariol
Passi avanti importanti contro il temibile Zika. Un gruppo di ricercatori europei ha annunciato la scoperta di «potenti» anticorpi in grado di «neutralizzare» il virus. Una scoperta che apre la strada ad un vaccino per la malattia che provoca microcefalia nei feti. Nelle sperimentazioni condotte in laboratorio, gli anticorpi hanno permesso di «neutralizzare» sia il virus di Zika sia della Dengue. «Questo potrebbe portare allo sviluppo di un unico vaccino per entrambe le malattie» hanno detto i ricercatori. La ricerca, pubblicata su Nature, coincide con la pubblicazione di un'altro studio, questa volta francese secondo cui l'ampia diffusione di Zika in America Latina, potrebbe essere stata favorita da un'esposizione alla febbre dengue. I due virus hanno molti punti in comune, in quanto appartengono entrambi alla stessa 'famiglia' e vengono trasmessi dagli insetti. I ricercatori dell'Institut Pasteur, del CNRS e dell'Imperial College di Londra, stavano cercando anticorpi in grado di contrastare la dengue, quando hanno deciso di analizzare anche il virus Zika. Studiando due anticorpi capaci di affrontare la dengue, hanno visto che uno di loro era efficace anche contro Zika. "Non ci aspettavamo questo risultato", ha detto Félix Rey, responsabile del laboratorio di Virologia dell'Institut Pasteur, a capo dello studio.

Lotta al virus Zika: scoperti 'anticorpi' per neutralizzarlo. I dati sulla diffusione
"Questi due studi si completano tra loro. Fanno vedere quanto sia importante che in futuro il vaccino utilizzi gli anticorpi giusti per colpire 'il tallone d'Achille' del virus", ha detto Rey, che ha partecipato anche alla ricerca francese - . Ma dobbiamo ancora fare molto e uno studio clinico potrebbe prendere tempo". 
L'Oms prevede 3/4 milioni di contaggi nelle Americhe entro fine anno, per questo ha lanciato diversi allarmi sul virus e si è parlato persino di spostare le Olimpiadi di Rio. A riguardo hanno destato scalpore le dichiarazioni di due campioni dello sport, l'olimpionico inglese Greg Rutheford e il cestista spagnolo Pau Gasol che hanno scelto di partecipare alle competizioni in Brasile a una condizione, quella che prima della partenza venga congelato il loro sperma, nonostante l'indecisione sul da farsi sia ancora tanta. "Mi sto prendendo del tempo per prendere la decisione migliore - ha raccontato il maggiore dei fratelli Gasol in un video pubblicato da Marca -. Se dovessi decidere di andare, il congelamento dello sperma è una misura che prenderei seriamente in considerazione, visto che è quello che i medici consigliano di fare. Ogni giorno si scoprono cose nuove sul virus Zika, ma c’è ancora tanta incertezza. Non si è ancora capito, ad esempio, per quanto tempo il virus resta nel sangue e nello sperma. Molti sportivi sono in un periodo della propria vita in cui stanno pensando di allargare la famiglia e nessuno sa con chiarezza per quanto tempo rimane nell’organismo”.


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