Fronte renziano spaccato, per Madia "via Orfini". Guerini: "Parole sbagliate"

24 giugno 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
"Io tengo sempre scolpita a mente una frase di Alda Merini che dice: 'Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire'. Consiglierei a tutti più sobrietà nelle dichiarazioni. Orfini si è assunto la responsabilità di commissario di Roma dopo Mafia Capitale e lo ha fatto con grande impegno e determinazione, di cui va solo ringraziato". 
Il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini difende così il commissario del Pd a Roma dopo che dalle colonne di Repubblica il ministro Marianna Madia ne ha chiesto le dimissioni. 
Nervi tesi nel Pd dopo i risultati dei ballottaggi e la pesante sconfitta di Roma.
Il fronte renziano sembra iniziare a sfaldarsi e nell'entourage del Premier inizia la lotta fra i fedelissimi.
Orfini è il prù criticato soprattutto perché a lui viene addebitato il fallimento politico di Roma. 
Un fallimento che a detta di molti sarebbe iniziato con la gestione del "caso Marino" e la sfiducia all'ex sindaco tramite notaio e proseguita poi con l'organizzazione delle amministrative.
Il ministro Madia in particolare è un fiume in piena e sembra prestare il fianco alla minoranza Dem alla vigilia della direzione nazionale di oggi. 
"Il voto ci dice una cosa chiara - attacca Madia su Repubblica - nella mia città, che non è l'ultimo borgo d'Italia, siamo stati rottamati dai cittadini. Il Pd non ha saputo ascoltarli. E ci hanno punito. In questo momento tutti gli schemi di gioco sono saltati. E bisogna avere l'umiltà di riconoscerlo. Orfini dovrebbe dimettersi perché non ci possiamo più permettere ostacoli al cambiamento. In città c'è una classe dirigente giovane, agisca. Ma senza aspettare che qualche capo corrente la candidi". 

Fronte renziano spaccato, per Madia 'via Orfini'. Guerini: 'Parole sbagliate'
Guerini definisce il contenuto delle riflessioni del ministro "oltremodo sbagliato" e invita a "finirla con questo dibattito, un pò surreale, sul post elezioni di Roma: lavoriamo per ripartire e più che discutere tra di noi e su noi stessi, riprendiamo a confrontarci con i cittadini romani". 
La Direzione dovrà stabilire se accelerare la resa dei conti, o lasciare che si tenga subito dopo il referendum costituzionale. La minoranza Dem secondo i rumors darà battaglia ma senza chiedere teste ad iniziare da quella di Orfini. 
Insomma Cuperlo e company non sarebbero affatto disponobili a prestare il fianco ad una resa dei conti fra renziani.
Un forte richiamo a Renzi è giunto anche dall'ex Presidente del Consiglio e leader dell'Ulivo Romano Prodi: "Al momento - ha detto Prodi sempre a Repuubblica - si sente la mancanza di risposte che affrontino il problema delle paure e delle cause reali delle paure.bRifiutare le strettoie delle ideologie è diverso dal non avere radici e risposte fortemente orientate. Devi dimostrare di capire e di andare incontro ai problemi. Il rinnovamento per il rinnovamento non è una risposta sufficiente".

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