Per Renzi avviso di (s)fiducia. Speranza: "Non voteremo più ogni cosa"

24 giugno 2016 ore 11:43, Americo Mascarucci
"Non votiamo più fiducia se non convinti, non chiediamo posti ma svolta di governo".
E' categorico Roberto Speranza della minoranza Dem con una dichiarazione che puzza tanto di sfiducia.
Fino ad oggi infatti l'opposizione Dem ha sempre garantito il voto in aula anche su quei provvedimenti considerati indigesti. Ogni volta che Renzi ha posto il voto di fiducia la disciplina di partito è sempre prevalsa, tranne rarissime eccezioni.
Ebbene da oggi questa fiducia potrebbe non essere più scontata.
Per Renzi potrebbe non essere più così automatico ricorrere al voto di fiducia per obbligare i dissidenti Pd a votare, garantendosi i numeri in aula.
Fra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il mare ma gli avvertimenti di Speranza non sembrano proprio buttati lì al solo scopo di fare polemica.
"La svolta che chiediamo oggi è una svolta nell'azione di governo - precisa Speranza - Non sto parlando di ministeri e poltrone né tantomeno di posti in segreteria, quelli li avevamo, anche importanti e vi abbiamo rinunciato per difendere le nostre idee. Sto parlando delle linee politica di fondo se vogliamo evitare che l'Italia superi le gravissime fratture sociali che la caratterizzano. Non siamo più disponibili: si deve invertire la rotta e sulle questioni sociali non c'è voto di fiducia che tenga". 

Per Renzi avviso di (s)fiducia. Speranza: 'Non voteremo più ogni cosa'
Poi l'affondo finale: "In questi mesi - sottolinea - abbiamo spesso votato cose che non ci convincevano, ad esempio per togliere la tassa sulla casa in maniera indistinta, anche ai miliardari. Non siamo più disponibili a sostenere provvedimenti che aggravano le fratture sociali, perché così consegneremo il Paese alle destre e ai Cinque stelle. Queste elezioni hanno rappresentato il funerale del partito della nazione, che è stato tentato follemente in comuni importanti. Che angoscia e che rabbia vederci alleati a Napoli con chi tutti i giorni insultava Saviano". 
Speranza avverte: "Basta con alleanze improprie e con tentativi di sfondamento a destra: il Pd torni con coraggio a fare il cardine di un nuovo centrosinistra aperto al civismo".
La replica della segreteria non si è fatta però attendere: "Non votare la fiducia sarebbe negare il partito" dice il vicesegretario Lorenzo Guerini.
La scissione è alle porte? Escluderla giunti a questo punto potrebbe non essere più così scontato.

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