Brexit, Fassina (SI): “Ora piano B per superare moneta unica. Renzi ha seguito agenda falimentare, lo ammetta"

24 giugno 2016 ore 12:52, Marta Moriconi
“Ora è meglio lavorare a un piano B per il superamento della moneta unica, perchè così si va a fondo”. Primo tasto sul quale batte Stefano Fassina, parlamentare e leader di Sinistra Italiana nella conversazione con Intelligonews sul dopo-Brexit. Secondo tasto, “suonato” a Renzi: “Continuare a invocare gli Statui Uniti d’Europa è ridicolo. Renzi riconosca il fallimento dell’agenda di politica economica ossequiosa della Commissione europea e dei dicktat di Berlino e cambi radicalmente rotta”.  

Ha vinto la dignità dei popoli, ha vinto la democrazia vera oppure è necessario stare attenti a facili euforie?

"E’ stato un passaggio democratico fondamentale nel quale si è espresso un malessere profondo che vediamo manifestarsi nel voto politico-amministrativo, in tanti Paesi europei e anche negli Stati Uniti. I popoli delle periferie intese come periferie sociali, economiche non solo territoriali, dicono no a una globalizzazione giocata sulla svalutazione del lavoro e si rivoltano contro l’establishment di destra e di sinistra che le puntella". 

Brexit, Fassina (SI): “Ora piano B per superare moneta unica. Renzi ha seguito agenda falimentare, lo ammetta'
C’è chi dice che adesso c’è la paura dei nazionalismi che metterebbero a rischio l’Unione europea, non è forse più il globalismo che crea la reazione nazionalismi? Forse gli Stati nazionali potrebbero in qualche modo temperare questo pericolo? 

"E’ evidente che se si continua con la stessa agenda di politica economica, di smantellamento del welfare e di svalutazione del lavoro, prevalgono i nazionalismi. L’Eurozona ha aggravato i problemi della globalizzazione; quindi o si arriva a una radicale correzione di rotta, si sospende il Ttip, si sospende il Fiscal Compact si finanziano gli investimenti, oppure è meglio lavorare a un piano B per il superamento della moneta unica, perchè così si va a fondo".

Se la immagina un’Europa diversa? L’effetto Brexit c’è già con la Francia che chiede il Frexit; è possibile arrivare a una Confederazione di più Stati nazionali, cioè allo schema di un’Europa diversa che prenda in considerazione anche altre vie?

"Il Brexit è un’opportunità ma va tenuto conto delle posizioni dei popoli europei. Va affrontato l’impoverimento della classe media europea poi le modalità per farlo possono essere diverse. Continuare a invocare gli Stati Uniti d’Europa è ridicolo perché non ci sono le condizioni politiche. Va invece radicalmente cambiata l’agenda di politica economica. Se l’Eurozona è in grado di farlo unita è meglio, ma a me pare che questo sia in desiderio impossibile. Vedo più realistico procedere verso un Piano B del superamento cooperativo della moneta unica". 

E’ immaginabile un effetto Brexit in Italia e come vede il futuro del nostro Paese?

"Mi aspetto che il presidente del Consiglio riconosca quanto fallimentare è stata l’agenda di politiche economiche che ha seguito, ossequioso alla Commissione europea e ai dicktat di Berlino. Mi aspetto che cambi radicalmente rotta, la smetta di discutere di flessibilità perché è ridicolo, e faccia quello che avrebbe dovuto fare durante la presidenza italiana del semestre europeo, ovvero denunciare l’insostenibilità dell’Eurozona e praticare, anche con scelte unilaterali, una politica economica di sostegno agli investimenti". 

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