Brexit-BoE: alba operativa per Mark Carney,pronti 250mld di sterline

24 giugno 2016 ore 13:39, Luca Lippi
Già da ieri il Governatore della Bank of England aveva convocato per le cinque di stamattina (le sei ora italiana) un vertice straordinario per esaminare gli esiti del referendum (questo ancora prima di sapere l’esito reale).
È comprensibile che I primi a fare il bilancio del referendum britannico e a decidere immediatamente il da farsi saranno i vertici della Bank of England guidati dal combattivo Governatore Mark Carney. 
D'altra parte la BoE deve stabilire come muoversi prima della riapertura di mercati e non può perdere tempo.
Come si sarà mossa la BoE stamattina? Non possiamo saperlo, ma possiamo ipotizzarlo in attesa di conferme.
In un comunicato la banca centrale inglese ha fatto sapere: "La Banca d'Inghilterra sta monitorando da vicino gli sviluppi. Ha intrapreso un ampio piano di emergenza e sta lavorando a stretto contatto con il Tesoro britannico, le altre autorità nazionali e le banche centrali estere". La BoE "prenderà tutte le misure necessarie per soddisfare le proprie responsabilità per la stabilità monetaria e finanziaria", assicura.

Brexit-BoE: alba operativa per Mark Carney,pronti 250mld di sterline

Da Bloomberg arriva la notizia che il governatore della Bank of England Mark Carney afferma che l'istituto non esiterà a prendere misure addizionali ed è pronto a fornire extra fondi per 250 miliardi di sterline. 
In concreto quello che accadrà nei prossimi fatidici 100 giorni, il deflusso di capitali metterà ulteriore pressione sulla sterlina rispetto al dollaro, mentre l'euro è destinato a rimanere debole. Tuttavia, i più grandi esportatori inglesi potrebbero sovraperformare rispetto alle altre aziende sulla base della convinzione che una sterlina più debole possa eventualmente incrementare le esportazioni.Nel resto d'Europa le attività più rischiose, mercati azionari, obbligazioni ad alto rendimento nella zona euro e titoli di Stato della periferia dell'Eurozona rischiano di rimanere sotto pressione. Molto dipenderà da quanto velocemente le istituzioni europee saranno in grado di ripristinare la fiducia. In questo contesto, tutti i prossimi eventi politici nella Ue assumeranno un significato maggiore, a partire dalla prossime elezioni in Spagna di domenica.
Poi ci sarebbe da sciogliere anche il nodo politico, giacché non si sa chi prenderà in mano la guida del Paese (Cameron si è dimesso).
La Bank of England sembra ben preparata per gestire le reazioni estreme di mercato, tuttavia, potrebbe affrontare un dilemma se un calo della sterlina provoca un rialzo dell'inflazione. Il nuovo Cancelliere (chiunque sia) si troverà ad affrontare decisioni difficili sull'austerità e sulla necessità di uno stimolo fiscale.
Per il periodo che va oltre i cento giorni, la Boe probabilmente manterrà una politica monetaria allentata; la Bce potrebbe mantenere una politica monetaria espansiva per un lungo periodo, se la Brexit produrrà un impatto sull'economia tedesca. Ci aspettiamo che altri Paesi europei possano avviare valutazioni su un'uscita dall'Europa. Idealmente, i leader europei potrebbero anche vedere il referendum come un campanello d'allarme per intensificare gli sforzi di riforma.
In concreto non possiamo neanche sottovalutare il fatto che la gran Bretagna dovrà rinegoziare oltre 120 accordi commerciali richiederà tempo e creerà un sovraccarico burocratico.
Altri pericoli non si vedono al momento, tutto dipende dalla svalutazione della Sterlina e dalla tenuta che riesce a garantirà la banca centrale inglese, la volatilità sui mercati non sarà poca, ma richiamerà l’attenzione già abbastanza accentrata degli speculatori e non è detto che le difficoltà solo iniziali e burocratiche non inneschino un aumento vertiginoso del giro d’affari dalla zona dollaro, del resto la Gran Bretagna rimane una potenza finanziaria di assoluto livello, se mai a rimetterci sarà l’Europa e la Germania che ora faranno “la guerra” per rivendicare ruoli compiti e funzioni. La Gran Bretagna è fisicamente l’Europa e parte determinante della cultura europea, non si può certo far finta di non sentirne il respiro.
autore / Luca Lippi
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