Brexit, Perucchietti: “Possibile contagio in Italia. Vedremo chi è davvero anti-europeista”

24 giugno 2016 ore 13:47, Lucia Bigozzi
“Ha vinto la volontà popolare e l’opinione pubblica non si è fatta manipolare e sottomettere da una massiccia campagna di terrorismo psicologico”. Così’ Enrica Perucchietti, scrittrice, legge la trama di Brexit e l’effetto “contagio” nella conversazione con Intelligonews. 

Come legge Brexit? Gli euroscettici possono festeggiare?

"Secondo me fanno bene a festeggiare perché c’è stato un referendum, ha vinto la volontà popolare. Sono contenta che abbia vinto la Brexit, soprattutto sono contenta che l’opinione pubblica non si sia fatta manipolare e sottomettere da una massiccia campagna di terrorismo psicologico messa in atto nelle ultime due settimane, prima ancora dell’omicidio Cox, con proiezioni catastrofiste per cui se fosse passata la Brexit ci sarebbe stata una sciagura per il Regno Unito e per l’Europa intera".

Brexit, Perucchietti: “Possibile contagio in Italia. Vedremo chi è davvero anti-europeista”
C’è chi dice che alla fine è sempre lo scontro tra due massonerie, quella più nazionalista e quella più europeista, e più che volontà popolare, si guarda a una volontà economica; con poteri forti inglesi favorevoli alla Brexit. Qual è la sua valutazione?

"Sicuramente un certo tipo di potere ha sempre il paracadute ed è sempre su entrambi i fronti. E’ una modalità che se si studia la storia lo vediamo, nel senso che anche i grandi colossi bancari hanno sempre finanziato le due parti in guerra perché, indipendentemente da chi vinceva, loro avevano vinto in ogni caso. Va però anche considerato il fatto che Cameron aveva ceduto per il Remain a sostegno di Obama, delle maggiori banche di affari anglo-americane, i maggiori organi di stampa, dell’Fmi e quindi, comunque sia, questi grandi gruppi avevano interesse a che si scegliesse per il Remain; che poi ci siano degli interessi opposti, come nel caso specifico, è un dato evidente". 

Ci sarà l’effetto domino, non solo come richiesta di referendum ma anche come vittoria del sì nei singoli Stati? E’ possibile il passaggio dallo Stato unico europeo a una Confederazione di più Stati nazionali?

"Premesso che il Regno Unito non era mai stato realmente all’interno dell’Unione europea, sicuramente si va verso una fase in cui ci può essere questo contagio, anche con derive populiste perché c’è un risveglio e finalmente, ci si sta rendendo conto – pensiamo ad esempio all’ultimo libro di Giulio Tremonti contro l’Ue – che ha trionfato il lato controproducente del progetto Europa, rispetto ai lati positivi. Premesso che sarebbe tutto da rivedere, può darsi che adesso la Brexit offra la possibilità alle forze che realmente sono anti-europeiste, quindi che non cavalcano questa tematica soltanto per populismo in campagna elettorale di seguire questo modello. Vedremo, perchè anche qua, secondo me, c’è sempre uno scollamento tra quello che si promuove in campagna elettorale e ciò che realmente si vuole fare. Anche in Italia abbiamo delle forze che si sono dette pure se a fasi alterne anti-europeiste, quindi per l’uscita dell’Italia dall’Europa, adesso vediamo se sarà così e se, effettivamente, ci sarà anche per noi la modalità di esprimersi. L’importante è che il popolo si riappropri della possibilità di esprimere il proprio voto che, come abbiamo visto anche in Italia, è abbastanza carente". 

autore / Lucia Bigozzi
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