Lapo "customizza" anche la Mazda: tramonto, indaco e interni denim

24 giugno 2016 ore 21:48, Micaela Del Monte
Lapo Elkann non si ferma mai. A pochi giorni dalla presentazione della sua ultima "opera d'arte" (la Jeep/Harley Davidson) l'imprenditore italiano ha infatti svelato una nuova auto "costumizzata" appunto dalla sua Garage Italia Customs. Fiat, Ferrari, Smart, Jeep e ora Mazda, questa volta a finire sotto le vernici di Elkann è stata infatti la roadster giapponese.

"Un incontro non casuale quello tra l’azienda giapponese e l’hub creativo di Lapo Elkann: Mazda infatti è l’azienda giapponese che più di altre ha fatto propria la tradizione nipponica per la manifattura di precisione ed il culto dell’abilità artigianale (l’arte dei Takumi) portata al suo massimo livello. Naturale complemento del Takumi non potevano che essere evidentemente i “Maestros” di Garage Italia Customs, specialisti dotati di abilità uniche e di assoluta eccezionalità nella customizzazione di prodotti che già rappresentano l’eccellenza nella realizzazione di prodotti di serie”. Questo è stato il comunicato di presentazione della spettacolare MX-5 Levanto (come la nota località turistica della costa ligure), presentata al centro della movida milanese, durante una bellissima serata informale per la quale Mazda Italia ha chiesto a tutti gli invitati di presentarsi casual e senza calzini per poter passeggiare sulla sabbia sulla quale era adagiata la vettura, nasce dalla creatività di Lapo Elkann e dal Film “The Endless Summer”, mitica pellicola di Bruce Brown del 1966 considerato un capolavoro sul Surf. 

L'esterno della vettura fonde i colori dell'oceano e quelli del tramonto in una sfumatura spettacolare nel suo digradare dall'arancio all'indaco. Gli interni riprendono i cromatismi della carrozzeria, con i rivestimenti in denim giapponese e Alcantara nautico azzurro, cui fanno da contrasto le cuciture arancioni. Ulteriore guizzo è quello costituito dai cerchi da 17" con finitura diamantata, ricavati dal catalogo Mazda e denominati Design 66: l'ennesimo riferimento alla pellicola dei "sixties". E a quell'età dell'oro in cui forse davvero ci si poteva illudere che l'estate non sarebbe finita mai.
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