Brexit, la Gran Bretagna esce dall’Ue: Borse a picco e rating giù

24 giugno 2016 ore 15:28, Luca Lippi
I britannici hanno deciso di abbandonarci al nostro triste destino! Salutano e vanno via, una sola nazione è riuscita a isolare un intero continente; è plausibile una reazione così scomposta dei mercati?
Facciamo qualche breve considerazione per offrire uno spunto in grado di aiutare nella valutazione reale della portata del fenomeno, che, ovviamente, va oltre nei termini più che nei numeri.
È vero o non è vero che centinaia di migliaia di studenti lavoratori e operai in terra britannica dovranno fare le valigie e tronarsene a casa con le pive nel sacco?
No, non è vero! Oltretutto non è neanche comprensibile perché i cervelli italiani in fuga dovrebbero rientrare. E pure le braccia. 
Se a Londra e nel resto della Gran Bretagna svolgono attività utili, continueranno a farlo, esattamente come i loro omologhi statunitensi (che con l’Ue non hanno nulla a che fare) o le centinaia di indiani o nordafricani che da anni lavorano regolarmente e completamente integrati.
Del resto sarebbe motivo di rivolta se da Londra venissero chiuse d’imperio (ma per volere di chi po?) le decine e decine di pizzerie italiane sul territorio!

Brexit, la Gran Bretagna esce dall’Ue: Borse a picco e rating giù

Perché chiudere i ristoranti e le pizzerie italiane a Londra? Per lo stesso principio dovrebbero chiuderle anche a New York. 
Certo, ora gli inglesi con il crollo della sterlina ci faranno una concorrenza spaventosa, in particolare saremo noi italiani a perdere di più?
Falso anche questo, o meglio, non è vero in questi termini. Del resto la concorrenza spietata viene direttamente dall’Europa all’interno dell’Europa stessa, la concorrenza con la Gran Bretagna fuori dall’Ue sarebbe una passeggiata di salute. Molto più pericoloso l’accordo firmato per produrre il pecorino sardo con il latte ungherese se proprio volessimo essere fiscali.
Nel campo dell’abbigliamento avremo un crollo delle esportazioni? 
Forse si, ma a noi interessa marginalmente giacché (tolti i grandi marchi di sartoria artigianale) il cosiddetto pret-a-porter è realizzato in Cina per le multinazionali francesi o degli Emirati che si sono comprati tutti i nostri marchi.
L’unico timore vero è che altri Pesi vogliano seguire l’esempio britannico, e poi per l’Inghilterra ci sarà la grana del referendum scozzese per uscire dalla Gran Bretagna. Oltretutto si riapre anche la disputa al confine con l’Irlanda del Nord.
Tutta una serie di consultazioni popolari che terrorizzano l’Ue giacchè ha sempre palesemente aborrito “certe” consultazioni popolari, poi sono costretti a cambiare le politiche sociali.
La realtà è che fino ad ora a guadagnare realmente dalla Ue sono stati gli speculatori e i finanzieri, creando una forbice tra ricchi (sempre meno e sempre più ricchi) e poveri (in aumento e in condizioni di indigenza) con una classe intermedia governata con la strategia del terrore.
Ecco perché crollano le Borse, perché i giovani virgulti della finanza dovranno abbandonare (loro si) le scrivanie a Londra perché Londra le rivuole indietro.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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