Brexit, Cacciari: “Ue va rifondata: fase costituente o inizio della fine”

24 giugno 2016 ore 16:01, Lucia Bigozzi
“L’Unione europea va completamente rifondata: o questo voto apre una fase costituente e allora - al limite - è stato salutare, oppure sarà l’inizio della fine”. Non ci gira troppo intorno Massimo Cacciari, filosofo, che legge la Brexit da un’altra prospettiva nella conversazione con Intelligonews

Cosa c’è dietro la Brexit?

"E’ il risultato delle politiche che sono state seguite in Europa, almeno dall’euro in poi. Il punto non è tanto discutere di questo voto, quanto capire di che cosa è il prodotto e se non si comprende, non si potrà nemmeno correre ai ripari. E’ un’Unione europea completamente da rifondare: o questo voto apre una fase costituente e allora, al limite, è stato salutare, oppure sarà l’inizio della fine". 

Brexit, Cacciari: “Ue va rifondata: fase costituente o inizio della fine”
E’ possibile ora immaginare il passaggio ad una Europa diversa, magari ad una Confederazione di Stati nazionali? 

"E’ inutile fare le fughe in avanti, in una situazione di questo genere sarebbe ridicolo. L’Europa deve comprendere che non è stata assolutamente quell’Europa dei popoli, delle nazioni e che non è più percepita dalla gente come qualcosa che faccia i suoi interessi e quindi cosa ce ne facciamo di un’istituzione costosissima, un macchinario burocratico infernale che sembra non servire? Il punto è: o l’Europa, senza fughe in avanti, ridiscute tutte le sue politiche, rimette mano ai suo diversi Trattati e comincia un’Europa sociale, opposta a quella della Grecia, e i cittadini europei avvertono il cambiamento e cominciano a pensare, come pensavano venti anni, fa fino all’euro, che l’Europa è qualcosa che serve ad aumentare il loro benessere e la loro sicurezza, o altrimenti scapperanno. Dopodichè, il sottoscritto ed altri sanno che è un suicidio: la più grande potenza europea, la Germania, ormai è l’ottava, la nona al mondo, quindi è chiaro un suicidio disfare l’unità europea perché nel mondo contemporaneo gli staterelli non conteranno nulla, saranno soggetti a speculazioni di ogni tipo, si affosseranno. Ma questo non è un ragionamento che possiamo pretendere faccia la gente: non è che chi va a votare deve prima sostenere un esame di maturità di geopolitica; quindi o le politiche europee servono o la gente dirà l’Europa non mi serve, sbagliando. Ma prima che se ne accorga sarà la catastrofe".

Lei teme un effetto domino anche per l’Italia?

"Per l’Italia meno che per altri Paesi, penso all’Olanda, la Svezia, la Danimarca. Per l’Italia tutto sommato meno, al momento ma è chiaro che al di là dell’effetto domino il discorso riguarda l’Europa nel suo insieme". 

Ha un consiglio per Renzi?

"Renzi dovrebbe parlare meno quando va nelle sedi europee, dice anche cose giuste ma con enfasi un po’ goliardica, e porre due-tre questioni concretissime sul tavolo dell’Unione. La prima: non chiedere semplicemente beh, permettetemi di sforare…, no, ridiscutere tutto; ad esempio gli investimenti non possono rientrare nel calcolo del rapporto tra deficit e Pil o altre cose di questo genere. In sostanza: porre che inizi una fase per l’Europa di politiche sociali; perché altrimenti i cittadini europei la molleranno. E questo lo deve capire non tanto Renzi che in parte l’ha capito, quanto deve entrare nella zucca dei tedeschi; a quel punto la loro leadership europea si rafforzerebbe e si rafforzerebbe l’Unione europea. E’ chiaro che un’Unione senza leader è difficile che regga, quindi l’unica che può esercitare questa leadership oggi è la Germania e se la Germania non assume le politiche che le dicevo, ha voglia Renzi, ha voglia Hollande… nessuno potrà andare nella direzione giusta. Sono i tedeschi che devono capire che questa è la direzione che serve anche a loro". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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