Cardini (storico): “Meriam non è la bandiera dell’Occidente, piuttosto un frutto dei suoi errori"

24 luglio 2014 ore 17:05, Lucia Bigozzi
Cardini (storico): “Meriam non è la bandiera dell’Occidente, piuttosto un frutto dei suoi errori'
“Meriam non è la bandiera dell’Occidente ed è assurdo portarla in giro così. Se ha sofferto e rischiato la morte, è stato anche per colpa dei guai combinati dall’Occidente in Africa”. E ancora: “Trovo una tragica beffa che prima si rovina un continente, poi si prende una povera disgraziata che ha sofferto per la catena dei rancori scatenati dall’Occidente e la si usi come icona”.  Franco Cardini, storico, intellettuale, docente universitario non ha peli sulla lingua e il suo fare da “toscanaccio” lo applica anche alla vicenda della donna sudanese arrivata oggi in Italia. Nella conversazione con Intelligonews mette il dito nella piaga degli errori dell’Occidente e ne rileva le contraddizioni. Senza tralasciare quelle di Renzi…
Che simbolo è Meriam? «Non è molto importante di chi e di cosa Meriam diventi un’icona perché oggi i valori sono fragili, aleatori, l’uno si aggiunge all’altro e lo fa dimenticare, per cui è evidente che in questo momento si insista, per una serie di motivi, sulle difficoltà dei cristiani in Africa, Asia e soprattutto nel mondo musulmano. Il problema c’è sempre stato e se oggi si è acuito dipende dal fatto che in Asia e Africa, spesso senza loro colpa, i cristiani vengono accusati di essere quelli più vicini all’Occidente. Sappiamo che se l’Occidente ha commesso ogni sorta di colpa, di errori e di infamie con la colonizzazione e altre storie, questo non lo ha fatto perché l’Occidente è cristiano, ma perché progressivamente si è allontanato dal cristianesimo». Non c’è il rischio di una strumentalizzazione su Meriam? «Se il giro in Occidente con Meriam deve servire, come al 99 per cento servirà per acuire questo tipo di malintesi, per far sì che gli occidentali ne ricavino un generico senso di disprezzo e rancore, anche di inimicizia nei confronti del mondo islamico, io non ci sto». In che senso? «E’ la solita infamia secondo la quale qualcuno vorrebbe giustificare le azioni che sta facendo Israele nella striscia di Gaza contro un paese quasi indifeso come la Palestina, dicendo ‘ma, gli  ebrei hanno tanto sofferto nella seconda guerra mondiale…’. Lo so bene che hanno sofferto, ma tutti gli ebrei che morirono allora non hanno nulla a che fare con questo governo israeliano che sta facendo sfracelli prendendo come scusa che i fanatici di Hamas buttano i razzi che poi sono quasi fuori artificiali, tanto è vero che le sofisticate tecnologie di difesa israeliane sono in grado di intercettarli e lo dimostra il fatto che, grazie a Dio, in Israele non è morto nessuno mentre muoiono i palestinesi. Ecco: se il giro in Occidente di Meriem deve servire a questa serie di malintesi, dico che Meriam non è la bandiera dell’Occidente. Se ha sofferto e rischiato la morte, è stato anche per colpa dei guai combinati dall’Occidente. Trovo una tragica beffa che prima si rovini un continente e poi si prende una povera disgraziata che ha sofferto per la catena dei rancori scatenati dall’Occidente e la si usi come incona, come bandiera. Queste cose vanno dette con chiarezza». Non rileva una contraddizione nell’atteggiamento di Renzi che enfatizza il caso Meriam ci mette il cappello politico sopra e dice siamo felici di chiamarci Europa, la stessa Europa che ha rifiutato di mettere nella sua Costituzione le radici cristiane? «Lei scopre adesso che la politica è fatta di contraddizioni? Non è forse una contraddizione dirsi umanitari, contro la guerra, i genocidi e gli stermini e poi sotto i nostri occhi lasciare ammazzare bambini? Banki Moon continua a parlare senza fare nulla. Renzi è un politico, ho con lui un’amicizia personale ma non appartengo al suo partito e non approvo la sua linea neo-liberista sulla politica sociale né la linea occidentalista che ostenta e non ho alcun problema a rilevare tutte le sue contraddizioni. L’Italia è un paese senza sovranità popolare, dove si ospitano testate nucleari violando la Costituzione: se Renzi è felice di chiamarsi Europa lo decide da solo. E’ evidente che in questo momento lui vive una fase che non gli ricapiterà più, nonostante la sua giovane età e il fatto che sia un ragazzo fortunato: è capo del Pd, premier e seppure per sei mesi, leader europeo con la presidenza italiana del semestre europeo. E’ chiaro che Renzi sta giocando una parte, dice quello che ora lui deve dire per portare a casa un risultato importante, forte de semestre che guida, e questo gli servirà per rafforzare il suo potere interno, cioè in Italia. È evidente che sta mettendo in atto una serie di contraddizioni, ma non è il solo sulla scena italiana, europea e internazionale. Non diciamo che la colpa è solo di Renzi, lui fa la sua parte. Aggiungo un altro aspetto…». Quale? «Meriam è cristiana, Renzi è cattolico e anche boy scout. Lui enfatizza questo caso ma poi non si guarda ai tremila cristiani macellati a Mosul per mano di quegli idioti dello stato islamico. L’unico ad accogliere questa gente terrorizzata, martoriata e stuprata è il governo di Baghdad che, oltretutto, è un governo fantoccio e non lo sa nemmeno, perché lo ha messo lì gli americani ed è composto da sciiti e filo-iraniani. Renzi dovrebbe dire, attenzione perché Meriam non è vittima dei musulmani ma di un sistema storico e politico molto complesso di cui noi Occidente abbiamo responsabilità. Se lo immagina se andasse in giro a fare un discorso del genere? Lo farebbero a pezzi».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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