Dopo Google anche Microsoft oscura le vendette porno

24 luglio 2015, Andrea De Angelis
Cala il sipario sulle vendette a luci rosse accese senza permesso. 

Dopo Google anche Microsoft oscura le vendette porno
Dopo Google
 anche Microsoft ha infatti deciso di oscurare il cosiddetto “revenge porn”, ovvero la pubblicazione su Internet per vendetta di immagini intime senza consenso.

L'eliminazione consisterà nel cancellare i link ai siti che hanno questo tipo di immagini, vero e proprio strumento di vendetta sul web che come fenomeno con il passare degli anni ha fatto registrare una continua crescita. 

Il provvedimento verrà applicato su richiesta delle vittime, le quali attraverso un modulo online potranno chiedere l'eliminazione dei suddetti link. La casa di Redmond ha semplificato la procedura con cui esse possono chiedere la cancellazione, tra i risultati delle ricerche, dei link che collegano alle immagini. L'accesso sarà rimosso anche quando i contenuti sono condivisi su IneDrive o Xbox Live.

Attenzione però: le immagini resteranno comunque in rete. Sparisce infatti il collegamento, ma non l'oggetto del contendere. Le immagini hot, dunque, potranno essere ancora accessibili a chi conosce l'esatto indirizzo web dove si trovano.

"Sfortunatamente il revenge porn è in crescita nel mondo. Può danneggiare praticamente ogni aspetto della vita di una vittima: relazioni, carriera, attività sociali. Nei casi più gravi e tragici ha anche portato al suicidio", ha scritto Jacqueline Beauchere, a capo dell'ufficio di Microsoft per la sicurezza online, in un post in cui ha annunciato il nuovo meccanismo di segnalazione.

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