La scoperta di un nuovo "pianeta Terra" è la rivincita di Giordano Bruno?

24 luglio 2015, Americo Mascarucci
La scoperta di un nuovo 'pianeta Terra' è la rivincita di Giordano Bruno?
Esisterebbe dunque un altro pianeta terra che orbita intorno ad un proprio sole? 

E’ ciò che sembrerebbe almeno secondo la Nasa che ha annunciato la sensazionale scoperta fatta dal telescopio Keplero: Un’altra terra su cui potrebbe esistere altra vita. 

Il pianeta, denominato Kepler 452b, è quasi della stessa dimensione della Terra, si troverebbe nella zona Goldilocks, ovvero "un'area abitabile" di un sistema stellare dove non essendovi né troppo caldo, né troppo freddo esisterebbero le condizioni per la presenza di acqua. Per essere abitabile un pianeta di norma deve essere sufficientemente distante dalla sua stella madre per non essere bruciato, come nel caso del nostro Mercurio vicinissimo al Sole, e al tempo stesso non deve essere troppo lontano, dato che anche le temperature troppo basse impedirebbero la vita. 

Ci deve essere in sostanza la possibilità per l'acqua di rimanere liquida. E sul nuovo pianeta queste condizioni sussisterebbero tutte. Ora questa sensazionale scoperta inevitabilmente rimetterà in gioco anche la mai sopita diatriba fra scienza e fede con il mondo ateo pronto a sfruttare i risvolti di questa eventuale nuova scoperta per dimostrare come il mondo non sia affatto opera di Dio come da sempre la fede spinge l’uomo a credere

C’è chi ha già parlato di rivincita di Giordano Bruno, il frate domenicano finito al rogo nel 1600, a causa delle sue idee giudicate eretiche dalla Chiesa e fondate principalmente sull’idea di un universo infinito e illimitato. Per Bruno “Lo spazio è infinito e contiene infinite stelle fisse e infiniti soli attorno ai quali ruotano infiniti pianeti”. E’ciò che in sostanza sembrerebbe confermare anche l’ultima scoperta secondo la quale la nuova terra ruoterebbe intorno ad un proprio sole. Premesso ciò,  e senza voler anticipare il lavoro degli scienziati, è evidente come l’eventuale esistenza di un altro pianeta simile alla terra e popolato da altra vita, non neghi, ma sotto certi aspetti rafforzi l’esistenza di Dio. 

Perché soltanto una mente superiore, un grande architetto, un’entità dotata di straordinarie ed illimitate capacità potrebbe essere in grado di architettare e costruire un universo così ampio, articolato, oltre che infinito come sosteneva Bruno. E qui non c’entra niente la Bibbia, ma c’entra ciò che anche la scienza non è stata capace di spiegare.  Si può forse credere che il mondo si  sia creato da solo? 

Che sia davvero opera dell’esplosione di una grande massa liquida e gassosa, il famoso big bang? Ammesso anche che questa sia l’origine del mondo, chi ha creato questa massa? Il nulla? Insomma, possibile che tutto sia nato per caso? Possibile che si possa e si debba credere al caso o rassegnarsi all’idea di non vedere dietro la creazione del mondo  la mano di una mente superiore?  Giordano Bruno fra le altre cose non negava il fatto che il mondo fosse opera di Dio, ma si opponeva come Galileo alla concezione tolemaica dell’universo considerata un dogma dalla Chiesa dell’epoca e che fondava le sue convinzioni sulla concezione che la terra fosse ferma e tutti gli altri pianeti, compreso il sole, vi ruotassero intorno. 

Teoria che in seguito sarà superata e sostituita da quella copernicana e cioè dalla certezza  che ad essere fermo fosse in realtà il sole e che fossero  i pianeti, la terra compresa, a ruotare intorno ad esso. Una teoria che rivoluzionando la concezione dell’universo non ha però a sua volta escluso l’intervento di Dio nella creazione del mondo visto che sono gli uomini ad elaborare le teorie con tutte le loro limitatezze e debolezze intellettive, non Dio e il fatto che la mente umana possa sbagliare non nega ciò che è all’origine della fede. Insomma, scienza e fede per secoli sono stati agli antipodi ma oggi questa antica contrapposizione può dirsi superata. Si può tranquillamente affermare che esiste un’altra terra anche senza dover per forza sostenere che questa scoperta escluda la certezza per chi crede  che l’universo sia opera di Dio.

Insomma si rassegnino gli atei o i cultori della teoria New Age, la scoperta di altri pianeti e di altra vita non porterà ad una revisione della fede, né all’affermazione di teorie fondate sull’avvento di nuove ere, filosofiche prima ancora che scientifiche. Perché alla fine l’universo e la sua infinitezza bastano da soli a dimostrare la grandezza di Dio, non la sua debolezza o peggio la sua inesistenza.


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