Nuovo dramma migranti: 40 naufraghi annegati, anche bambini

24 luglio 2015, Americo Mascarucci
Nuovo dramma migranti: 40 naufraghi annegati, anche bambini
Nuovo dramma nel mare di Sicilia, un’altra tragedia dell’immigrazione, quaranta persone fra cui donne e bambini annegati nel naufragio di un gommone. 

Questo almeno stando alle testimonianze dei superstiti sbarcati ieri pomeriggio ad Augusta dalla nave militare tedesca Holstein che ha soccorso complessivamente 283 profughi. Il drammatico racconto è stato fatto agli operatori dell'organizzazione umanitaria Save the children, ai quali i migranti hanno riferito di essere partiti in 120 su una piccola imbarcazione che non avrebbe retto il carico rovesciandosi e colando a picco. 

Circa 88 i naufraghi tratti in salvo dalla nave della Marina militare tedesca. 

All'origine del naufragio, secondo il capo della Procura di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, che coordina gli accertamenti basati sulle ricostruzioni fornite dai migranti, ci sarebbe un incidente. Le vittime, ha spiegato Giordano, «erano su un gommone che conteneva un centinaio di migranti. Erano in corso le operazioni di trasbordo dalla carretta del mare alla nave tedesca: 88 stranieri sono stati tratti in salvo, il resto è finito in mare nel disperato tentativo di salire sul mezzo navale. È probabile che possa essere stata una disgrazia, comunque un episodio accidentale, ma va verificato. 

Questo non esclude che possa profilarsi una ipotesi di omicidio colposo. In ogni caso, resta da valutare la nostra competenza giurisdizionale, tenuto conto che i fatti riguardano cittadini stranieri in acque internazionali». Il canale di Sicilia dunque vede aumentare il numero dei morti che giacciono nei suoi fondali in quello che ormai sembra diventato un cimitero sommerso. Alla base delle tante tragedie che si sono verificate nel Mediterraneo lo stato fatiscente dei gommoni o delle imbarcazioni usate dagli scafisti per trasportare i profughi dalle coste libiche all’Italia. 

Nei giorni scorsi tutti si sono commossi ascoltando il racconto drammatico di quel padre siriano che ha visto morire fra le proprie braccia la figlioletta malata perché gli scafisti avevano gettato in mare lo zaino con i medicinali. 

Quel padre era fuggito dall’orrore della Siria proprio per portare in salvo la figlia e garantirle un futuro migliore. Invece su quel gommone ha trovato la morte causata dalla spietatezza di mercenari senza scrupoli, mercanti di carne umana che dopo aver arricchito le proprie tasche taglieggiando e ricattando i disperati in fuga dai teatri di guerra, trattano le persone come bestie fino a considerare inutile la vita di una ragazzina strettamente legata alla somministrazione di determinati farmaci. 

Ora questa ennesima tragedia, la morte di quaranta migranti, donne e bambini in fuga. Perché alla fine le prime vittime di queste tragedie sono proprio loro, gli innocenti, i bimbi e le loro mamme, le uniche persone che forse nessuno si sognerebbe mai di non accogliere al loro arrivo o di negargli il conforto di un alloggio. Persone troppo deboli ed indifese per essere considerate pericolose.


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