"C'è posta" per l'eterologa: in Italia l'embrione si importa

24 luglio 2015, Americo Mascarucci
'C'è posta' per l'eterologa: in Italia l'embrione si importa
La fecondazione eterologa adesso avviene anche per posta. Proprio così. 

Il sistema di fecondazione medicalmente assistita che prevede l’impiego di ovociti e spermatozoi di soggetti esterni alla coppia, ha dato luogo anche a questo, ossia ad una corrispondenza postale del seme.

 E’ ciò che è avvenuto a Torino dove un embrione da impiantare è stato spedito per posta da Barcellona. 

Per superare un problema di infertilità della propria partner un uomo ha spedito il proprio seme presso un centro in Spagna dove, insieme all’ovocita di una donatrice, è servito a realizzare l’embrione rispedito in Italia e impiantato nella donna dando avvio a una gravidanza. 

Ma come si è arrivati a questo? Il problema pare sia determinato dalla carenza in Italia di donatori volontari di ovociti anche in considerazione del fatto che la fecondazione eterologa fino a poco tempo era vietata dalla Legge 40. Soltanto in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del divieto, i paletti sono caduti. Tuttavia il numero di soggetti volontari disposti a donare i gameti sarebbe talmente limitato, anche in assenza di norme regolamentari specifiche, da obbligare i centri specializzati nella tecnica di fecondazione a rivolgersi all’estero, soprattutto in paesi come la Spagna o la Danimarca in cui la donazione dei gameti è rimborsata. In Italia la donazione è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni. Deve essere volontaria e non può essere retribuita. 

Per questo motivo in molte Regioni si fa fatica a soddisfare le richieste delle numerose coppie che decidono di fare ricorso a questa tecnica per poter superare il problema dell’infertilità. Inoltre l’accusa mossa ai legislatori italiani, Governo e Parlamento è di fare poco o nulla per incentivare le donazioni, non soltanto impedendo la retribuzione ma anche e soprattutto non consentendo un’informazione adeguata ed una sensibilizzazione sul tema. 

Da gennaio a maggio di quest’anno, sono arrivati dall’estero circa 855 contenitori di gameti crioconservati: 315 con ovociti (ciascuno contenente tre uova), 441 con liquido seminale. Si può discutere all’infinito sulla legittimità o meno di un sistema di procreazione medicalmente assistita che di fatto va a compromettere e snaturare il rapporto genitore-figlio, inserendo nella coppia un terzo soggetto, il donatore per l’appunto, determinante nella gravidanza ma del tutto estraneo poi alla vita del figlio che soltanto grazie a lui vedrà la luce; ma al di là delle posizioni di carattere etico-morale il fatto che si sia arrivati addirittura allo scambio del seme per posta la dice lunga sul livello di “mostruosità” giuridica in cui rischia di precipitare il pur legittimo diritto della coppia di avere figli, soprattutto quando come avviene sempre più spesso in Italia la Consulta interviene a cassare certe leggi dai profili incostituzionali lasciando poi la materia in una sorta di “zona grigia”. 


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