La "nuova Terra", Cecchi Paone: “E' una rivoluzione copernicana. Chiaro che adesso tutto crolla..."

24 luglio 2015, Lucia Bigozzi
La 'nuova Terra', Cecchi Paone: “E' una rivoluzione copernicana. Chiaro che adesso tutto crolla...'
“Sul piano scientifico è il backup della Terra; sul piano filosofico è una rivoluzione copernicana; sul piano spirituale potrebbe creare problemi alle religioni, come quella cattolica, molto antropologica e legata al mondo in cui viviamo”. Alessandro Cecchi Paone, giornalista e divulgatore scientifico, è entusiasta e nella conversazione con Intelligonews anticipa che ha già le valigie pronte per trasferirsi sul pianeta gemello della Terra. 

La scoperta di un pianeta gemello della Terra riporta in auge la teoria degli “infinti pianeti” Giordano Bruno? Che idea si è fatto?

«Sul piano scientifico si tratta di una scoperta interessantissima, perché conferma quello che si sapeva, si sperava, si pensava: non esiste solo la Terra ma ci sono altri pianeti con condizioni di vita favorevoli allo sviluppo della vita, ad esempio su Plutone è stata scoperta acqua ghiacciata. Ora, il fatto che vi sia addirittura una terra gemella, vuol dire che l’unicità del nostro pianeta cade. Io dico: evviva! E’ la conferma definitiva che ci sono condizioni per la vita, o ci sono state, non in un altro pianeta ma in molti altri pianeti. Diciamo che sul piano scientifico questa scoperta funziona come una sorta di backup della Terra. Sul piano filosofico è una rivoluzione copernicana perché nel pensiero umano tutto si è fondato sul fatto che ci siamo solo noi e siamo solo qui. Chiaro che adesso tutto crolla perché ci possono essere stati, possono e potranno esserci esseri viventi in un numero infinito di mondi simili o uguali. Credo che questo dovrebbe indurre gli esseri umani a una grande cura di umiltà »

Quale è la proiezione di questa scoperta? Significa che si sta pensando a nuove ‘colonizzazioni’?

«In maniera più o meno dichiarata, il lavoro che si sta facendo su Marte è quello di fare un backup e poi di andare a colonizzare. Continuiamo a far finta di niente sul fatto che sulla Terra siamo troppi e che diventeremo sempre di più. Già l’attuale presenza di sette miliardi e mezzo di persone produce effetti sulla sopravvivenza o sul piano dell’approvvigionamento energetico; quando saremo dieci miliardi la situazione diventerà più grave e poi precipiterà. Tra detto e non detto, è stato già fatto un lavoro di approfondimento sulla Luna e poi si è visto che non andava bene, mentre su Marte è possibile e adesso questa scoperta conferma la prospettiva alla quale si è sempre lavorato. Io la trovo esaltante»

Ma lei andrebbe a vivere lassù?

«Di corsa. In tutta la mia vita ho raccontato nel mio ruolo di divulgatore scientifico e geografico le meravigliose avventure dell’uomo che passo dopo passo ha esplorato e conquistato spazi per poi insediarsi in tutto il mondo; così come mi sono prenotato per essere il primo giornalista ad andare sulla stazione orbitante internazionale dalla quale è appena rientrata la Cristoforetti. Diciamo che ho le valigie già pronte: che meraviglia… andare su una nuova Terra e ricominciare da capo, potrebbe essere l’occasione anche per ricostruire un sistema sociale, economico e di rapporti tra le persone, finalmente come si deve. Insomma, per certi versi una nuova Città del Sole»

Una scoperta del genere quali effetti può provocare sul piano della fede: rafforza il ruolo della religione oppure apre varchi al dubbio?

«Dipende quale credo religioso. La religione ebraica per la quale Dio non ha un nome e un volto, non si può rappresentare, non si sa niente di lui, è puro spirito, secondo me con la moltiplicazione dei mondi regge. Chi invece ha una religione troppo legata alla dimensione terrena e antropologica come ad esempio quella cattolica, allora diventa un problema perché quella cattolica è una religione molto, molto realistica, piena di riferimenti a nomi, santi, luoghi, miracoli. E’ una religione molto antropologica e questo sicuramente crea dei problemi nel momento in cui viene fuori che ci sono altri mondi. Diciamo che qui la divisione è tra una religione il più possibile spirituale, astratta che non ne risente e una religione troppo legata alla dimensione umana e terrena, compresa anche la religione islamica in base alla quale Maometto è venuto nel mondo poi è asceso al cielo. Ho parlato di religione cattolica, ma più in generale quella cristiana potrebbe risentirne perché molto calata nel concetto del figlio di Dio che si è fatto uomo, è venuto tra di noi, ha passato tremende prove per la nostra redenzione e poi è tornato al Padre: ecco, di fronte a questo un cristiano dovrebbe chiedersi se Gesù ha fatto lo stesso per tutti gli altri mondo e le altre umanità»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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