La "nuova Terra", Cardini: "Ma quali dubbi su Dio?... Meglio Cyranò che Giordano Bruno"

24 luglio 2015, Lucia Bigozzi
image:left] “Questa scoperta è una conferma della grandezza divina. Meglio Cyranò di Giordano Bruno”. Franco Cardini analizza la ‘nuova Terra’ con gli strumenti di una vita passata a occuparsi di storia ma nella conversazione con Intelligonews non si sottrae a incursioni e riflessioni sul piano della fede e della religione. 

Sulla ‘nuova Terra’ aveva ragione l’eretico Giordano Bruno?

«Beh, Giordano Bruno non era stato dichiarato eretico per queste cose. La pluralità dei mondi è una vecchia tesi già nota nel mondo greco e credo che il più grande filosofo del ‘600 che ne ha parlato in età moderna e che potrebbe essere più interessante di Giordano Bruno per i contemporanei, è Cyano de Bergerac, noto per lo più per tirare di spada ma che era anche un grande pensatore e diceva proprio questo. In realtà, che la vita si sia sviluppata solo nella Terra era un po’ implicito nel sistema geocentrico, quindi Aristotele e Tolomeo, ma da quando è stato accettato il sistema copernicano non c’è alcuna legge nel mondo cristiano o musulmano o ebraico che possa escludere forme di vita intelligenti anche su altri pianeti. E siccome l’autore di tutto ciò sarebbe il Creatore non si può escludere che abbia disseminato di creature intelligenti e, per dirla in termini cristiani, dotate di anima immortale. La rivelazione è sulla terra ma non esclude forme di vita intelligenti e di contatto cosciente col divino anche in altre parti dell’universo. Tutto questo non può essere materia teologica che riguarda i rapporti tra Dio e l’umanità ma che non si possano escludere altre presenza come la nostra in altri pianeti non è un’opinione eretica»

Da storico che effetto le fa questa scoperta?

«Beh, io spererei tanto di poter vedere immagini più dettagliate di questo pianeta; siamo ancora molto lontani dal sapere qualcosa di più preciso. Noi siamo abituati da secoli a immaginare altre forme di vita intelligenti nello spazio; nel Novecento c’è stata un’ondata di interesse, magari un po’ sballata e poi ci sono i romanzi antichi, come Luciano di Samosata sugli abitanti della Luna, oppure Ludovico Ariosto nel Viaggio di Astolfo sulla Luna; c’è poi un’antica leggenda per la quale Caino sarebbe finito sulla Luna»

Ma lei ce lo farebbe un salto? Ci andrebbe a vivere?

«Se non si è ristupiditi si ha curiosità per tutto. Io lo vedrei volentieri questo pianeta. Ora, andarci a vivere… io ho 75 anni e la mia prospettiva di vita non è quella di un ventenne per cui al limite, perché no? Chiaro che umanamente uno è più portato a pensare che la naturale conclusione della vita è laddove la si è cominciata, però io la passione per vedere cose nuove non l’ho persa»

Può essere il primo passo verso una nuova “colonizzazione”?

«Si potrebbe anche aprire la strada, ma temo che ci vorrà tantissimo tempo. C’è voluto quasi un secolo tra il ‘400 e il ‘500 per scoprire la Terra su due dimensioni… qui, invece, si parla di tridimensionale. Può darsi che la scoperta possa aprire a certi sviluppi. Del resto, negli anni ’50 si era convinti che l’avvenire era nell’esplorazione spaziale poi è stata accantonata anche per questioni di natura biologica del mondo e interna all’uomo che chiama in causa aspetti etici. Ora può darsi che ci sia di nuovo a una svolta, non è detto ma non è impossibile»

Sul piano della fede quali possono essere gli effetti, positivi o negativi?

«Non credo ad effetti negativi. Come cattolico appartengo a una minoranza nel senso che sono una persona colta e intelligente… però direi che questa scoperta non può creare effetti negativi un un credente che sia colto e intelligente. Anzitutto mi soffermo sull’onnipotenza di Dio che è immensa; nella Bibbia si narra della gloria di Dio che è nei cieli e in terra. Ora, più gloria di Dio di così… ovvero aver fatto altri essere razionali in altri pianeti… mi auguro solo (sorride ironico, ndr) che non sia un pianeta dove possano rinascere un Berlusconi o una Santanchè. Questa scoperta la ritengo una conferma della grandezza divina e sarebbe molto interessante per me poter confrontare due tipi diversi di umanità, di creature intelligenti che abbiano una dimensione di rapporto con il divino. Sarebbe bellissimo, splendido… ».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]