Grecia, approvata nuova austerità: parola d'ordine "cessione"

24 maggio 2016 ore 10:11, Luca Lippi
Non c’è tempo, bisogna correre perché la riunione dell’Eurogruppo c’è martedì e con le decisioni in mano si riesce a ottenere la tranche di aiuti già da domani. Infatti su questo filone Tsipras ha provveduto a far passare in fretta e furia con un copia e incolla le misure richieste da Ue e Fmi alla Grecia per poter aspirare ai 5,4 miliardi di euro.
Nello scorso maggio erano stati approvati gli aumenti dell’Iva e ulteriori ritocchi alle pensioni della classe media, con i quali Atene puntava a risparmiare 5,4 miliardi di euro l’anno nel tentativo di raggiungere gli obiettivi indicati nel memorandum annesso al terzo programma di salvataggio. E cioè un surplus primario pari nel 2018 pari al 3,5% del Pil, ritenuta la soglia minima dalla quale partire per rendere l’enorme debito sostenibile nel lungo periodo. Al fine di essere qualcosa di più di un altro obiettivo scritto nero su bianco, però, c’ra bisogno di altri tagli per 3,6 miliardi. Quelli su cui il Parlamento greco ha deciso domenica notte.

Grecia, approvata nuova austerità: parola d'ordine 'cessione'

Nei punti salienti della legge di 7000 pagine nelle quali c’è scritta la sceneggiatura dell’ennesima spremitura a freddo del popolo greco, ormai senza guida, con un governo bizzarro (un po’ tutta la politica è bizzarra in Europa di recente) a guida sinistra e destra con all’opposizione la sinistra e la destra; Il pacchetto approvato dall’assemblea nella notte preannuncia un nuovo aumento delle tasse per gli undici milioni di cittadini greci, l’introduzione di un fondo per le privatizzazioni e quella di un meccanismo di contingenza. Qualora l’esecutivo ellenico non dovesse riuscire a rispettare gli obiettivi di bilancio indicati nel memorandum firmato con i creditori, si attiverebbero automaticamente tagli alla spesa pubblica.
Il meccanismo di contingenza cos’è? Sono una sorta di clausola di salvaguardia, 
in base a tale meccanismo, infatti, qualora l’esecutivo ellenico non dovesse riuscire a rispettare gli obiettivi di bilancio indicati nel memorandum firmato con i creditori, si attiverebbero automaticamente tagli alla spesa pubblica. In parte ritenuto il provvedimento più pesante, nei fatti quello che fa intravvedere il nodo scorsoio è la cessione dei beni del Paese, che è la reale svendita del popolo greco, della sua storia e anche delle radici, un obiettivo che potrebbe essere raggiunto dalla troika anche per altri Paesi dell’ Europa del sud.
I cittadini ritengono che con tale clausola Tsipras stia di fatto ipotecando il futuro del Paese e delle generazioni a venire.
Secondo chi conosce bene il governo di Atene, però, l’obiettivo del Premier greco è ora di evitare lo scontro diretto con i creditori internazionali, in particolare con il Fondo Monetario Internazionale e i falchi dell’Eurozona, in modo da garantirsi l’accordo sulla ristrutturazione del debito.
Che Tsipras faccia della strategia con la Troika dopo aver tradito un referendum popolare, è veramente un voler chiudere gli occhi a tutti i costi. 
È utile ricordare che sino ad ora dei 215 miliardi complessivi dei tre piani di salvataggio approvati per la Grecia meno del 5% è finito nelle casse del Paese. Il 95% è stato usato per ripagare i prestiti e interessi.
Insomma altri debiti per pagare debiti e diminuiscono anche le garanzie, la Grecia resta lontana da una soluzione alla propria crisi, i nazionalismi ormai non fanno paura più a nessuno giacchè anche da quella parte arrivano solo parole, in Grecia doveva esserci una guerra civile da almeno due anni e invece tutti parlano e nessuno dice niente, quindi per la Troika è tutto sotto controllo. 
La Grecia non è salvabile, o si taglia il debito ma si creerebbe un precedente scomodo per l’Eurogruppo, oppure si liberi il territorio da ogni vincolo, sarebbe un atto di coraggio dell’Europa per dimostrare quanto è veramente forte, oppure quanto è debole.

autore / Luca Lippi
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