Van der Bellen "vince per posta": l'Austria è Verde ma gli austriaci no

24 maggio 2016 ore 12:05, Americo Mascarucci
Alexander Van der Bellen è il nuovo presidente della Repubblica d'Austria. 
Un presidente "per corrispondenza" è proprio il caso di dire visto che ha vinto soltanto grazie ai voti arrivati per posta, ossia degli austriaci che stanno all'estero. 
L'ex leader dei Verdi austriaci ha così  recuperato il distacco su Norbert Hofer il leader dell’estrema destra del Partito della Libertà, ma l’Austria si conferma un Paese spaccato a metà. Anzi, senza tener conto dei voti arrivati per posta, Hofer sarebbe in vantaggio sull'avversario. 
Secondo i dati del ministero degli Interni di Vienna, van der Bellen ha ottenuto il 50,3% dei consensi contro il 49,7 di Hofer. In pratica la differenza sarebbe di soli 31.026 voti
Domenica sera, Hofer era in vantaggio ma il Ministero degli Interni si era affrettato a precisare che mancavano nel conteggio i voti per posta: in Austria chiunque può decidere di votare per posta tant'è che domenica sera le schede non scrutinate erano quasi 900 mila su 6,4 milioni di aventi diritto al voto.
Stando così le cose, anche se dal punto di vista numerico la prevalenza della sinistra è evidente e Van der Bellen è a tutti gli effetti il nuovo presidente, dal punto di vista politico la situazione è decisamente differente. Perché, non si può certamente parlare come hanno fatto molti, di vittoria dell’Austria europeista contro l’Austria anti Europa di Hofer, né di Austria solidale e pro immigrati contro quella anti immigrazione e pro muro al Brennero del candidato dell’estrema destra.

Van der Bellen 'vince per posta': l'Austria è Verde ma gli austriaci no
Dato lo scarto minimo di voti e calcolando che molti dei voti giunti per posta sono di cittadini austriaci che stanno all'estero non si può certo parlare di un’Austria maggioritaria che ha vinto.
ll dato crtamente significativo sta forse nel fatto che per la prima volta lo scontro è stato fra "opposti estremismi" estrema sinistra contro estrema destra con i partiti moderati, i Popolari e i Socialdemocratici per la prima volta fuori dai ballottaggi.
Centrosinistra e centrodestra, progressisti e conservatori, non esistono più nell'immaginario elettorale degli austriaci che al moderatismo dei partiti tradizionali hanno preferito il voto di pancia. 

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