Google: con Magenta l'intelligenza artificiale si fa arte, ma esperimenti deludenti

24 maggio 2016 ore 17:10, Americo Mascarucci
Il 1 giugno 2016, Google lancerà Project Magenta: un software che consentirà all'Intelligenza Artificiale di creare delle opere d’arte. 
Il progetto punta a esplorare il potenziale creativo dei computer e per farlo si affida a TensorFlow, l'archivio open source di Google per l'apprendimento automatico, cioè gli algoritmi attraverso cui un programma informatico migliora le proprie prestazioni attraverso l'esperienza.
Con il progetto si potrà valutare la capacità della macchina di creare opere d'arte, in modo se non autonomo almeno semi-indipendente. 
Ulteriori dettagli sull'attività del gruppo verranno comunicati all'inizio di giugno, ma le prime informazioni sono state diffuse in occasione del Moogfest, un festival dedicato al mondo della musica e della tecnologia  recentemente tenutosi presso Durham, in Nord Carolina. 
Magenta utilizzerà TensorFlow, un engine di machine-learning realizzato da Google e reso disponibile sotto forma di risorsa open source alla fine del 2015. Magenta si occuperà di creare nuovi strumenti per aiutare il team ed altri sviluppatori ad esplorare il potenziale creativo dei computer. Un progetto anch'esso improntato all'open source, visto che tutti i tool sviluppati saranno utilizzabili e modificabili da chiunque ne avrà interesse. Chiaramente, il tutto dovrà essere eseguito senza alcun supporto umano. 

Google: con Magenta l'intelligenza artificiale si fa arte, ma esperimenti deludenti
Douglas Eck, uno degli ingegneri che lavora nella divisione di Google Brain, ha spiegato che l’obiettivo del progetto è di comprendere se l’Intelligenza Artificiale sia in grado di creare brani musicali o, quanto meno, elementi di arte visiva attraverso l’elaborazione di algoritmi. "Stiamo focalizzando l’attenzione, principalmente, su come sfruttare l’apprendimento automatico delle macchine, chiamato 'Generative', per la creazione di interessanti file media. Inoltre, sto lavorando su come implementare tutto ciò all'interno dei giochi. Per esempio, la creazione di arte e musica non sarebbe fine a se stessa, ma potrebbe essere sfruttata per dar vita a un racconto, una storia interessante suddivisa in scene".
Per il momento Google ha intenzione di tarare i suoi algoritmi sulla musica: passerà solo successivamente alle immagini e infine ai video. Per questo motivo la breve dimostrazione effettuata sul palco della Moogfest ha visto il sistema memorizzare una semplice traccia MIDI da un sintetizzatore, per poi riprodurla tramite diverse rielaborazioni. 
Tuttavia le attività finora sperimentate non avrebbero ottenuto risultati eclatanti. "Non si tratta di un compito semplice", scrive il giornalista Mike Murphy, "dato che i sistemi di intelligenza artificiale, anche i più avanzati, fanno molta difficoltà a copiare gli stili di artisti e musicisti esistenti, per non parlare di quando devono tirar fuori delle idee interamente nuove".
Un primo esperimento, fatto da Google in campo letterario con la riproduzione di poesie, non sembra riuscito proprio nel migliore dei modi. 


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