Dalla piazza alle pompe di benzina: divampa protesta sul Jobs Act francese

24 maggio 2016 ore 13:50, Americo Mascarucci
La Francia è ancora alle prese con gli scioperi e le proteste legati alla riforma del lavoro. 
Da oltre un mese la notizia sta facendo il giro d'Europa, perché la mobilitazione contro il provvedimento del Parlamento era probabilmente attesa, ma sicuramente non a simili livelli. Al punto che più di un addetto ai lavori si chiede se questa onda d'urto possa trasformarsi, in vista delle prossime elezioni, in una nuova forza politica alternativa ai tre blocchi d'oltralpe. 
Sei delle otto raffinerie del Paese sono state bloccate ieri e molti depositi restano inaccessibili ancora sia a Fos-sur-Mer sia nel nord a Valenciennes. 
"Ieri circa 1.500 stazioni di servizio su 12mila in Francia hanno chiuso o hanno esaurito i carburanti" ha dichiarato il ministro dei Trasporti Alain Vidalies. 
L'Unione francese delle industrie petrolifere ha voluto tuttavia rassicurare i consumatori sottolineando che "non c'è mancanza di carburante ma soltanto una situazione di tensione".
Le forze dell'ordine francesi hanno impiegato due ore per riuscire a entrare alla raffineria Esso e nel deposito di carburante di Fos-Sur-Mer, bloccati dai membri del sindacato CGT.
"L’operazione delle forze di sicurezza è stata costellata di incidenti e da entrambi i lati sono segnalati feriti -  ha affermato il segretario del sindacato Cgt Philippe Martinez che ha poi accusato il Governo di fare "un gioco pericoloso".
I dipendenti del settore si difendono dall'accusa di abusare del loro potere e di voler mettere in ginocchio i trasporti.

Dalla piazza alle pompe di benzina: divampa protesta sul Jobs Act francese
Tutto è scaturito dal rifiuto del governo di ritirare la contestata riforma del lavoro.
 Per il presidente francese Francois Hollande il blocco delle raffinerie e dei depositi di carburante sarebbe "una strategia supportata da una minoranza" che si opporrebbe al disegno di legge sul lavoro. 
Il primo ministro Manuel Valls ha invece promesso una "risposta molto forte" alla mobilitazione indetta dalla CGT. 
"Lo Stato sta dando prova di grande determinazione, tutti i siti saranno sbloccati. La situazione è intollerabile e continueremo ad evacuare i siti e i depositi bloccati da questa organizzazione".
A Parigi, intanto, i sindacati dei trasporti invocano lo sciopero illimitato a partire dal 2 giugno. Già la settimana scorsa alcuni collegamenti regionali, intercity e Tgv (i treni veloci) erano stati rallentati, in due tragitti su tre. Ora la Sncf , la compagnia nazionale, mette in guardia sulle possibili cancellazioni e ritardi in vista delle manifestazioni del 25 e 26 maggio.
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